Salute 10 marzo 2014

Responsabilità civile e FAD: nuove sfide per i medici italiani

Intervista esclusiva ad Antonio Panti, presidente OMCeO Firenze: “Una sconfitta per tutti il continuo ricorso a sanzioni penali. Urgono modifiche”

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Le grandi sfide da vincere e le criticità da superare per il rilancio della sanità italiana. Su questo ha concentrato la sua attenzione il dottor Antonio Panti, presidente dell’Ordine dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri di Firenze intervistato in esclusiva da Sanità Informazione. Tra Formazione a Distanza, rimborsi, nuove tecnologie e responsabilità professionale, sono ancora tanti i nodi da sciogliere.

 Presidente Panti, quello dei rimborsi ai medici ex specializzandi è un tema sempre caldo ed attuale. È notizia recente un nuovo maxi rimborso per i medici, proprio qui a Firenze.
Lo Stato italiano aveva “dimenticato” di adeguare la propria legislazione a quella europea. Oggi si sta rimediando e i medici danneggiati da questo ritardo vedono finalmente riconosciuto il loro diritto al risarcimento. Sono anche altri però i problemi che hanno i camici bianchi italiani: siamo infatti in un momento di grande transizione per la professione. Ma intanto auguri a coloro il cui danno è stato compensato e grazie a chi li ha aiutati ad ottenere questo risultato.

Sarebbe giusto introdurre elementi di mercato secondo cui chi non si forma “esce” e non ha la possibilità di lavorare

Il nuovo governo ha confermato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, la quale si trova ad affrontare oggi tematiche delicate come quella della responsabilità civile dei medici.
Si tratta di un tema delicatissimo che va affrontato cambiando il vecchio sistema giuridico, che funziona poco e che finisce comunque col danneggiare il professionista. Ottenere un risarcimento con anni di ritardo è una sconfitta per tutti, così come lo è il continuo ricorso al penale tipico della società italiana, soprattutto in materia di lavoro. Sono troppe, ad oggi, le leggi la cui violazione comporta una sanzione penale invece che amministrativa, il che porta ad un accumulo enorme di processi.

Le nuove tecnologie vengono in soccorso alla Sanità, per aiutarla a svilupparsi e a trovare soluzioni immediate: come la Formazione a Distanza, utile e importante per i colleghi.

Vanno senza dubbio cercati nuovi sistemi di formazione, innanzitutto perché bisogna formare molte più persone rispetto al passato e poi perché i professionisti sanitari necessitano di una formazione più frequente di prima per stare al passo con i repentini cambiamenti che avvengono in quest’ambito. Ciò  comporta una necessaria riorganizzazione della materia. Sarebbe giusto introdurre elementi di mercato secondo cui chi non si forma “esce” e non ha la possibilità di lavorare: il sistema professionale italiano attribuisce prevalenza al valore del titolo rispetto al valore della competenza. Insomma, c’è bisogno di un cambiamento.
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