Salute 12 settembre 2016

«Non tutto il grasso è cattivo». Pinto (ESC): «Ecco come ridurre le cardiopatie»

Il Presidente della Società Europea di Cardiologia ai nostri microfoni spiega qual è il ruolo del medico nel diffondere un corretto stile di vita tra la popolazione e quali sono le pietanze che possono provocare più danni

Il grasso, la mancanza di attività fisica e la poca informazione dei pazienti su cosa fa bene al proprio corpo e cosa no. Sono queste le principali cause dei problemi cardiaci, che ogni anno mietono oltre 17 milioni di vittime. Lo afferma il professor Fausto Pinto, Presidente della Società Europea di Cardiologia, che ai nostri microfoni ha spiegato qual è il ruolo del medico nel diffondere un corretto stile di vita tra la popolazione e quali sono i cosiddetti “cibi killer”.

Pensa che i medici debbano partecipare a corsi di formazione per essere preparati ad aiutare i pazienti a prevenire?

«Il lavoro con i pazienti e con la società è molto importante. È un’area in cui la società scientifica sta facendo molto negli ultimi tempi. Abbiamo creato negli ultimi 2 anni unità specifiche di discussione per i pazienti, con l’obiettivo di coinvolgere le organizzazioni degli stessi pazienti nei temi di interesse, perché se abbiamo una popolazione educata è più facile che segua i consigli che gli vengono dati. La formazione è cruciale e per avere questo tipo di programma a diversi livelli vanno fatte molte cose. Il messaggio deve essere diffuso tra le persone in modo che capiscano quanto è importante per i loro bambini e per il futuro. Quindi dobbiamo fare sforzi tutti insieme: società scientifica e comunità devono collaborare».

Può dirci quali sono i cibi killer che provocano malattie cardiache?

«Il grasso è sicuramente uno dei fattori nocivi: è responsabile dell’aumento del colesterolo e avere livelli alti di colesterolo ha un impatto sulle persone che sono predisposte a sviluppare malattie cardiache o provocare trombi nelle arterie del cuore. Tutto quel che è legato al grasso di animali è nocivo così come il modo di cucinare: uno può essere più pericoloso rispetto ad un altro. È importante che le persone mangino più frutta, verdura e pesce. Anche il pesce contiene grasso ma il grasso del pesce è buono. Non tutto il grasso è cattivo. Per cui bisogna fare questa distinzione e spiegarla bene alle persone. Solo nel sud Europa, come in Italia e nel mio Paese, mangiamo molta frutta e pesce, ed è per questo che abbiamo nel sud Europa meno malattie cardiache rispetto ad altri Paesi. Inoltre una corretta alimentazione deve essere accompagnata dall’esercizio fisico: mezz’ora di cammino al giorno, 45 minuti al giorno, camminare invece di usare la macchina per brevi distanze e usare di più il corpo. Tutto questo è il minimo che si possa fare per promuovere una buona salute tra la popolazione».

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