Salute 3 luglio 2018

Obbligo vaccini, Filippo Anelli risponde a Giulia Grillo: «Pronti a valutare altre vie, se ci sono, per raggiungere le coperture»

Il presidente FNOMCeO, ai nostri microfoni, auspica una strategia condivisa ma efficace. «Necessario intervenire con l’obbligo quando si arriva sotto una soglia che è sicuramente predittiva dell’insorgenza di epidemie» specifica Walter Ricciardi (ISS)

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Ancora tiene banco il tema dell’obbligatorietà dei vaccini e la possibilità che i bambini non vaccinati possano frequentare il prossimo anno scolastico. Con l’insediarsi del nuovo governo 5s-Lega, si è riaccesa la polemica politica su questo fronte, anche perché il 10 luglio sarà l’ultima data utile per presentare la certificazione definitiva comprovante le avvenute vaccinazioni richieste ed avere il via libera all’iscrizione a scuola per l’anno 2018-19. L’ipotesi più accreditata, ad oggi, resta quella di una proroga.

A gettare benzina sul fuoco è stato Matteo Salvini, che qualche settimana fa, nel corso di un’intervista radiofonica, aveva rivendicato il diritto dei bambini a frequentare la scuola: «La priorità è che i bimbi non vengano espulsi dalle classi anche se non vaccinati», ha detto, assumendo però anche posizioni no-vax: «Alcuni vaccini salvano la vita ma dieci sono troppi, inutili e talvolta dannosi». A queste parole, aveva replicato il Commissario Ue alla Salute, Vytenis Andriukaitis, attaccando il Ministro dell’Interno italiano in un tweet: «Lo sapete cosa penso sia pericoloso? Dare consigli medici senza avere qualifiche mediche, quando il risultato peggiore sono i bambini che muoiono perché non ottengono vaccinazioni salvavita».

A stretto giro, era arrivata l’imminente precisazione da parte del Ministro della Salute Giulia Grillo: «I vaccini sono un fondamentale strumento di prevenzione sanitaria primaria. In discussione a livello politico sono solo le modalità migliori attraverso le quali proporli alla popolazione. Tutte le polemiche sono solo strumentali e finalizzate a creare un circo mediatico che a me non interessa alimentare».

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E proprio sull’importanza di una strategia condivisa ma efficace si è concentrato Filippo Anelli (Presidente FNOMCeO), intervistato da Sanità Informazione nel corso di un evento formativo al Policlinico Umberto I di Roma: «I vaccini rimangono un presidio fondamentale: ribadiamo la necessità che sia garantita quella percentuale minima che consenta di evitare la diffusione dell’infezione e quindi “l’effetto gregge” salvaguardando tutti i bambini e ragazzi. Come raggiungere questo obiettivo – prosegue – è compito del Governo: il Ministro Lorenzin ha scelto la via dell’obbligatorietà che ha portato una serie di risultati – continua Anelli -, spero che il Ministro Giulia Grillo voglia raggiungere gli stessi esiti e se per farlo esistono altre vie noi siamo sempre disponibili a valutarle. L’importante è salvaguardare la salute dei cittadini» ha commentato il Presidente.

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La legge sui vaccini, fortemente voluta dal Ministro Beatrice Lorenzin, prevede 10 vaccinazioni obbligatorie: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella.

La linea da seguire resta questa, secondo Walter Ricciardi: «Per noi erano necessarie 14 vaccinazioni; come si fa a dire che la vaccinazione contro la meningite, che è una malattia che produce morti in Italia non sia necessaria?» ha ribadito ai nostri microfoni.

Il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità ha individuato due modi per raggiungere la copertura vaccinale: «Uno è quello che perseguono alcuni Paesi che hanno un’alta cultura scientifica –  in cui dire che le vaccinazioni sono inutili e dannose è una blasfemia – come la Svezia che non ha obblighi ma le coperture sono altissime. Nei Paesi in cui si dice che le vaccinazioni sono dannose, che contengono metalli pesanti e sono pericolose, è necessario intervenire quando si arriva sotto una soglia che è sicuramente predittiva dell’insorgenza di epidemie – specifica -. Bisogna raggiungere gli obiettivi in maniera adeguata alla situazione. In questo momento in Europa ci sono 14 Paesi che hanno l’obbligatorietà vaccinale da 3 a 11 ed altri 14 che hanno altre forme di obbligatorietà. La Germania, ad esempio, offre il counseling ai genitori no-vax e li obbliga a firmare una liberatoria in cui si assumono tutte le responsabilità e spese per i propri figli e per le eventuali persone contagiate» conclude Ricciardi.

 

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