Salute 6 dicembre 2016

Lino Banfi: «Rischiavo di morire di Osas». Il popolare comico: «Puntare su diagnosi»

Il Nonno Libero della fiction ‘Un medico in famiglia’ racconta ai nostri microfoni la sua esperienza con le apnee notturne: «È una malattia grave, puntare su diagnosi con polisonnografia e prevenzione. Rischiavo ictus e morte…»

Gli esperti la chiamano la ‘malattia silente’, OSAS, acronimo inglese per ‘Obstructive Sleep Apnea Syndrome’, è un vero e proprio allarme sociale. Ma come si manifesta? Sanità Informazione lo ha chiesto al famoso attore, comico e scrittore, Lino Banfi che soffre di questo disturbo diagnosticato circa quattro anni fa e a cui ha pensato di dedicare un paragrafo del suo nuovo libro. «Russavo come un trattore» scrive Banfi. Poi ho scoperto di soffrire di Apnee notturne. E questo mi ha salvato la vita anche perché nella mia famiglia si pensa che siano morti d’infarto mio padre e mio fratello, invece poi si scopre che erano Apnee Notturne».

«Non mi voglio definire paziente – spiega Banfi intervenuto in occasione del convegno Italia Sonno presso il Marriott Rome Central Park – perché la parola ‘paziente’ fa subito venire in mente una malattia. Paziente lo sono stato tutta la vita, lo sono ancora oggi come Nonno Libero e come Lino Banfi, se non fossi così paziente non avrei fatto tutte le cose che ho fatto». «Eppure OSAS, a parte gli scherzi, purtroppo è una malattia – prosegue il comico -. Si scopre così per caso, almeno per quanto mi riguarda. È difficile rendersene conto da soli di soffrire di apnee notturne, infatti per quanto mi riguarda se ne rese conto mia moglie, ma per chi dorme da solo è davvero difficile rendersene conto». «Il professore che mi seguiva mi spiegò esattamente cosa fosse la polisonnografia – continua -. Ho capito che si trattava di un esame diagnostico che consente di identificare con certezza l’esistenza delle Apnee Notturne, così ho scoperto che arrivavo a 200 apnee a notte, in media 40, 42 a ora, la questione cominciava a diventare pericolosa».

L’OSAS può comportare dei rischi gravi per la salute, infatti la malattia aumenta il rischio di patologie cardiovascolari ed è associata ad un aumento dei casi di ictus e morte improvvisa. «Il mio medico mi disse che rischiavo la vita – racconta Banfi -. Così conobbi la CPAP, che non è una canzone americana, ma una mascherina che salva le vita. Non va scambiata per una mascherina di ossigeno, serve per filtrare l’aria che risulta così più pulita e inoltre se stai avendo l’apnea, la macchina lo segnala e la blocca. Insomma, ti salva la vita». «Certo – prosegue Banfi – i primi tempi dormire con una maschera sul viso non è semplice, diciamo occorre che ci si abitui. Adesso però sono diventato addirittura uno studente modello che fa da modello anche agli altri. È importante, ribadisco, questo dispositivo salva la vita. Proprio per questa ragione, ho deciso di dedicare una piccola parte del mio nuovo libro a questa patologia per raccontare la mia esperienza e far sì che sia utile ad altri».

La malattia del sonno non ha ripercussioni solo durante la notte ma anche e soprattutto durante il giorno, chi ne soffre purtroppo ha difficoltà a rimanere sveglio durante il giorno e dunque al volante aumentano i rischi di fare incidenti stradali. «Quando ancora non sapevo di avere questo problema, spesso mi capitava di avere sonnolenza durante il giorno e spesso non capivo il perché. Delle volte mi è successo anche al volante, mi sono spaventato molto e ho deciso di correre ai ripari» puntualizza l’attore. «Ma voglio concludere il mio racconto con un sorriso – prosegue – perché il mio mestiere è sorridere e far sorridere. Per certi versi questa storia mi ha fatto anche divertire. L’idea che potevo avere un ictus o addirittura morire durante il sonno, mi ha fatto immaginare i titoli dei giornali:  ‘Lino Banfi deceduto per apnea’, ma la cosa paradossale è che io non so nuotare. A parte le battute, ora sto bene, mi sono sottoposto alla corretta diagnosi e al giusto trattamento. Ora finalmente dormo bene, parlo molto meglio e respiro normalmente. Questo vuol dire che, se trattata, monitorata e curata, una malattia diventa risolvibile e magari ci si può anche ridere su…».

Per approfondire leggi anche: Osas, sindrome apnee notturne in crescita. Professore Leone: «Patologia che mette a rischio la vita del paziente»

Articoli correlati
Apnee Ostruttive del Sonno: l’approccio odontoiatrico. L’intervista a Sonia Familiari, dentista e membro SIMSO
«Il dentista è la sentinella diagnostica dei problemi del sonno. Le implicazioni tra Osas e problemi dentistici sono tante e da non sottovalutare» lo dichiara la Dottoressa Familiari, membro della Società Italiana di Medicina del Sonno Odontoiatrica
Convegno apnee ostruttive nel sonno: tutto su sintomi, rischi e terapie
L’Associazione Apnoici Italiani Onlus organizza un convegno dal titolo: “Le Apnee Ostruttive nel Sonno”. L’evento avrà luogo mercoledì 4 ottobre 2017 presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro e il Senato della Repubblica, con il patrocinio della Facoltà di Medicina e Chirurgia -Università degli Studi di Roma Tor Vergata, l’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri e […]
Congresso ESC: c’è un legame tra disturbi del sonno e cardiopatie e ictus
E se dormire male fosse non solo causa di occhiaie poco estetiche e stanchezza trascinata per tutta la giornata, ma fosse legato a problemi decisamente più gravi quali ictus e cardiopatie ischemiche? È quanto dimostrato da uno degli studi presentati in occasione del Congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC), che quest’anno si è tenuto […]
Osas e colpi di sonno: alla guida attenti ai “microsleeps”. Ecco come il medico individua i soggetti a rischio
La prevenzione sui rischi, per chi guida, dovuti a sonnolenza, stanchezza e scarsa concentrazione è fondamentale, a spiegarlo il professor Francesco Peverini Direttore Scientifico della Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Disturbi del Sonno Onlus
Carrie Fisher morta per un’apnea del sonno? Parla lo specialista
Secondo il Coroner di Los Angeles, la principessa Leila di Star Wars sarebbe morta anche per insufficienza respiratoria causata da OSAS. La patologia si conferma un allarme sociale. Braghiroli (Istituto Maugeri): «La diagnosi può salvare»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Ex specializzandi, emendamento al Bilancio. Aiello (Ap): «Sbloccare transazione entro fine anno»

«Se andasse a buon fine la questione ex specializzandi si potrebbe sbloccare il turnover e finanziare le scuole di specializzazione» così il Senatore nell’intervista esclusiva a Sanità Informazi...
Salute

Fabrizio Frizzi: «Sulla salute non si scherza, ecco perché voglio medici aggiornati e voglio sapere tutto…»

Il popolare conduttore ai microfoni di Sanità Informazione parla del suo rapporto con la salute ed i camici bianchi: «Non sono ipocondriaco, ma sto attento ai segnali». Il racconto di quando donò ...
Lavoro

Cumulo contributivo, la carica dei 130mila. Oliveti: «Siamo pronti ma non è giusto che sia l’Inps a pagare i medici…»

«Il cumulo è diritto di civiltà, ma l’Enpam già prevedeva totalizzazione interna gratuita». A Sanità Informazione, il commento del Presidente della Cassa previdenziale dei medici Alberto Olive...