Salute 25 giugno 2018

Sanità, le richieste delle Regioni al Ministro. Saitta: «Nuove assunzioni e 2600 borse di studio in più»

Il Coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni racconta i temi al centro dell’incontro: governance farmaceutica, il nuovo patto della salute, i medici di famiglia e le liste d’attesa, su cui «bisogna intervenire aumentando l’offerta e governando la domanda»

«La priorità da affrontare per la sanità deve essere il personale». Sono le prime parole pronunciate alla stampa da Antonio Saitta, Coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e Assessore del Piemonte, dopo l’incontro con il Ministro della Salute Giulia Grillo. «Il personale sanitario è sotto stress, in tutte le Regioni stiamo registrando carenza di specialisti e in alcuni ospedali non riusciamo ad avere medici d’urgenza e anestesisti». Per superare questa situazione, secondo le Regioni bisogna intraprendere due strade: da un lato «la spesa per il personale nel 2018 deve essere uguale a quella del 2004 ridotta del 1,4%, per consentire alle Regioni di assumere e sbloccare il turnover»; dall’altro bisogna «finanziare 2600 borse di studio in più per le scuole di specializzazione».

Proposte su cui il Ministro «ha dato disponibilità e affermato l’intenzione di intervenire, perché tutte le altre questioni sono evidentemente collegate alla mancanza di personale», ma che necessitano di risorse, sulle quali dovrà dire la sua anche il Ministero dell’Economia: «Ma apprezzo che il Ministro abbia dichiarato di non sentirsi commissariato dal MEF, dimostrando di volere una certa autonomia», commenta Saitta.

«Se non si interviene – prosegue l’Assessore – significa che c’è un abbandono della sanità delle zone più esterne, avvantaggiando le grandi città. Ecco perché bisogna intervenire velocemente con il finanziamento di più borse di studio, a partire dalle professioni su cui c’è maggiore necessità». Altra grande questione è quella dei medici di famiglia, perché «stiamo tutti lavorando sulla cronicità, tema evidentemente basato sulla centralità del medico di famiglia, e se mancano i medici è chiaro che questo fallisce».

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Ma oltre alla questione della carenza dei camici bianchi, Saitta e Grillo hanno «parlato di molte cose, trovando dei punti di contatto sull’adeguamento del fondo sanitario», in un incontro che l’Assessore piemontese definisce «sicuramente utile. Ci siamo lasciati con l’impegno di rincontrarci per definire anche le modalità con cui affrontare tutte le questioni in frangenti politici e istituzionali e definire un percorso immediato. Vogliamo collaborare con il Ministro e lavorare insieme per gli stessi risultati».

Inoltre, è stato affrontato il tema della governance farmaceutica: «In Piemonte abbiamo sperimentato un sistema che, in alcune gare, ci ha permesso di ottenere sconti del 90% rispetto a biosimilari. E queste non sono misure contro Farmindustria, ma vuol dire che Farmindustria deve fare in modo di accettare le regole della concorrenza che esistono in tutti i settori. In termini prudenziali, questo permetterebbe di avere un risparmio annuale intorno a un miliardo e mezzo, quindi abbiamo indicato anche una modalità che consente di finanziare il sistema sanitario».

A chi gli chiede del nuovo patto della salute, Saitta risponde che «ci dedicheremo a questo documento partendo dai limiti di quello passato, ma questa discussione non deve farci dimenticare i problemi immediati, e cioè personale, finanziamento e medici di famiglia. Ovviamente sentiamo il peso e le difficoltà anche delle liste d’attesa, ma è chiaro che senza il personale diventa complicato abbatterle. Che poi – precisa – il tema è a due tempi: se da un lato bisogna dare una risposta immediata e adeguata aumentando l’offerta, dall’altro si deve governare la domanda e lavorare sull’inappropriatezza, che significa anche creare una cultura sanitaria».

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