Salute 23 giugno 2014

La ricetta “rossa” verso la pensione, arriva quella elettronica 

Parte in via sperimentale in Toscana e in Emilia: un segnale importante del nuovo impatto dell’innovazione tecnologica sul Ssn

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Dalle parole ai fatti: l’impatto dell’innovazione tecnologica sulla Sanità italiana comincia ad essere – finalmente – tangibile. Uno dei primissimi passi sarà il “pensionamento” della ricetta rossa cartacea che verrà rimpiazzata da quella elettronica a partire dalle prescrizioni farmaceutiche.

Si partirà – proprio in questi giorni – in via sperimentale in Toscana ed in Emilia Romagna. Nel concreto il medico non consegnerà più al cittadino la ricetta, ma un foglietto con un codice, che il paziente consegnerà a sua volta al farmacista, il quale, in base al codice, rintraccerà su internet la ricetta del medico. Sul foglietto ci sarà anche il codice relativo alla fascia economica di appartenenza, necessario per la determinazione del ticket aggiuntivo.

Il processo innovativo si estenderà progressivamente in maniera graduale in tutta Italia per concludersi entro il 2015. Si parte dal medico di famiglia, ma nel prossimo futuro coinvolgerà anche i medici specialisti e i pediatri di fiducia e verrà esteso alla prescrizione di visite ed esami. Sostanzialmente per i cittadini cambia poco, eccetto il fatto che non si potrà più effettuare l’autocertificazione della propria fascia economica di appartenenza sulla singola ricetta al momento della fruizione della prestazione specialistica o in farmacia. Sarà il medico a riportare sulla ricetta, attraverso il software di prescrizione elettronica che interroga le banche dati del Mef e dell’Inps, la posizione economica dell’utente. Se nelle banche dati non è presente nessuna informazione, oppure la fascia economica riportata è errata, il cittadino è tenuto a presentare idonea autocertificazione con validità annuale.

La vecchia ricetta rossa “sopravvivrà” comunque per le prescrizioni diagnostiche e specialistiche. Ma rimane anche per le prescrizioni farmaceutiche nel caso in cui il medico non abbia a disposizione il collegamento telematico come, ad esempio, durante le visite a domicilio. Un problema che potrebbe essere presto superato attraverso l’utilizzo di device mobili. Cosa che, però, implica che tutto il Ssn sia messo in rete come si chiede da tempo. Una sfida che una Sanità che punta a diventare 2.0 deve assolutamente vincere per essere al passo con i tempi e migliorare il livello delle prestazioni.

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