Salute 5 dicembre 2017

Insetti a tavola, da gennaio anche in Italia. Meazza (Simevep): «Novel Food grande opportunità con filiera controllata»

«Prodotti ricchi di proteine per persone e animali, con ricadute positive su sostenibilità ambientale», così il responsabile del gruppo di lavoro World Food della Società Italiana di Medicina Preventiva ai nostri microfoni

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«Una grande opportunità per l’ambiente e per l’alimentazione dell’uomo e degli animali». Così Massimo Meazza, responsabile del Gruppo di Lavoro World Food della Simevep (Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva) spiega ai nostri microfoni i lati positivi della novità che interesserà le cucine italiane a partire dal primo gennaio 2018. Con il nuovo anno sarà infatti possibile acquistare anche nel nostro Paese prodotti alimentari a base di insetti. Ma gli italiani sono pronti ad affrontare questo salto culturale? Secondo un recente sondaggio della Coldiretti, più della metà degli intervistati (per la precisione, il 54%) non sono pronti o hanno forti perplessità. Ma quella degli insetti a tavola può essere una grande innovazione, con conseguenze positive per la vita di tutti.

Come commentate voi di Simevep il sondaggio di Coldiretti?

«È l’approccio culturale degli italiani alle abitudini alimentari. In particolare, l’Italia è ricca di alimenti tipici che hanno una forte presenza sia storica che territoriale. Siamo il Paese con più elevano numero di produzioni DOP e IGP, e questo ha creato un’abitudine culturale italiana che da un lato conserva una forte tradizione alimentare. Senza dubbio avremo una maggior conoscenza nei prossimi anni in seguito all’entrata in vigore del regolamento sui Novel Food, i cibi innovativi che possono essere consumati in tutta la Comunità Europea. Tutto ciò porterà ad un maggiore approfondimento sull’argomento una volta che questi prodotti verranno commercializzati anche in Italia».

Cosa possono fare i professionisti che si occupano direttamente di questo tipo di alimento per cambiare la mentalità degli italiani?

«Noi come Società scientifica cerchiamo di informare i consumatori per tutelare la salute pubblica sulle problematiche e sulle criticità che possono esserci negli alimenti. In particolare, il gruppo World Food fornisce informazioni approfondite sulle tematiche che ci riguardano e conoscenze scientifiche sugli alimenti che vengono commercializzati da tutto il mondo per valutare l’impatto che possono avere sulla salute umana e sulla sicurezza alimentare. Stiamo affrontando questo argomento già da qualche anno perché le modalità di allevamento sono abbastanza conosciute: il Ministero della Salute italiano ha mandato una circolare specifica sulle modalità di allevamento per garantire la filiera alimentare e la produzione di questi alimenti partendo dal sistema di allevamento e dal mangime che ha prodotto quell’alimento. Bisogna adottare modalità corrette di allevamento di questi insetti. Oltretutto, a livello europeo, il regolamento è stato emanato anche per dare la possibilità di apportare una nuova fonte proteica nel settore degli alimenti destinato agli animali. Per questo ci sarà senza dubbio un forte sviluppo di allevamenti di insetti destinati alla produzione di proteine per l’alimentazione di specifiche categorie di animali».

Quali sono i benefici di questo tipo di alimentazione dal punto di vista nutrizionale e da quello ambientale e di sostenibilità della filiera di produzione?

«L’allevamento degli insetti è molto sostenibile perché può essere di ridotte dimensioni e ha un buonissimo indice di conversione dell’alimento destinato agli insetti come fonte proteica. Fonte proteica che può essere usata anche e soprattutto per i Paesi che hanno difficoltà di alimentazione, di produzione di alimenti. Ora finalmente abbiamo un quadro univoco, dove è la stessa Commissione Europea a decidere quale tipo di alimento vale e può essere commercializzato in tutta Europa, senza problematiche dal punto di vista sanitario perché abbiamo anche il parere di EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, che va a fare un approfondimento scientifico. Dal primo gennaio avremo dunque degli alimenti innovativi che potranno essere commercializzati e portare anche nel nostro Paese una importante varietà nel nostro sistema di alimentazione».

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