Salute 30 novembre 2016

Epilessia, al Neuromed simposio sulla malattia che conta 30mila nuovi caso l’anno

All’Istituto Neurologico d’Isernia ‘EpInForma’ il simposio occasione di confronto fra medici per approfondire e aggiornarsi sulla diagnosi e sui trattamenti legati all’epilessia. Di Gennaro (Neuromed): «Una malattia neurologica che può colpire entrambi i sessi e a tutte le età»

L’epilessia affligge in Italia più di 500mila persone. Alla malattia neurologica maggiormente diffusa e purtroppo in aumento, è dedicata la due giorni presso l’I.R.C.C.S. Neuromed di Isernia. Ne hanno sofferto i più grandi, da Leonardo da Vinci a Michelangelo e il simposio, dal titolo ‘EpInForma’, è un’occasione di confronto fra i medici specialisti provenienti da tutta Italia. L’incontro infatti ha come scopo quello di fare chiarezza sulle differenti tipologie di epilessia e dunque le conseguenti diagnosi e i corretti trattamenti terapeutici. Particolare oggetto di confronto, le Epilessie Idiopatiche Generalizzate (IGE) che costituiscono quasi un terzo di tutte le epilessie.

«Sono geneticamente determinate e interessano pazienti di entrambi i sessi e di tutte le razze – spiega il dottor Giancarlo Di Gennaro, responsabile dell’Unità di Chirurgia dell’Epilessia dell’I.R.C.C.S. Neuromed e organizzatore del simposio –. Si possono manifestare con assenze tipiche, attacchi mioclonici e crisi generalizzate tonico-cloniche, talora in varie combinazioni e di varia gravità. La maggior parte delle crisi si verifica al risveglio, soprattutto dopo la deprivazione di sonno, e frequente è anche la fotosensibilità. Questa tipologia di Epilessia può nascere durante l’infanzia o l’adolescenza e generalmente accompagna tutta la vita».

L’epilessia conta circa 30 mila nuovi casi diagnosticati ogni anno solo in Italia e nei paesi industrializzati colpisce una persona su cento. La malattia si può manifestare nei primi anni di vita (entro i 12 anni nel 70% dei casi) con attacchi e crisi di vario tipo che rappresentano il campanello di allarme. Tuttavia la malattia si può manifestare a qualsiasi età non solo in età infantile ma anche in età adulta.

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