Salute 15 novembre 2016

Epidemia fungo killer: 4 morti nelle corsie Usa. Paura anche in Europa: puntare sulla formazione

La Candida Auris, un’infezione micotica potenzialmente mortale, si sta diffondendo negli ospedali di tutto il mondo. Attestati tredici casi negli Usa e cinquanta a Londra. Paura per il contagio negli ospedali italiani

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Si chiama Candida Auris e dall’Asia è arrivata negli Stati Uniti fino in Europa. Si tratta di una pericolosa forma di micosi che si diffonde prevalentemente in ambienti ospedalieri ed è potenzialmente mortale. I dati per ora registrati circa la manifestazione e la diffusione del fungo non sono certo incoraggianti: secondo i CDC (Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie) circa il 60% dei pazienti che ha contratto il contagio è deceduto. Nella maggior parte dei casi si tratta di pazienti ricoverati in ospedale, le cui condizioni cliniche sono abbastanza critiche, ma questo non basta a rassicurare gli esperti che lanciano l’allarme.

La Candida Auris è comparsa per la prima volta nel 2009, diagnosticata ad un paziente giapponese immediatamente isolato. Subito dopo sono stati segnalati altri casi in Corea del Sud, Sud Africa, Kuwait, Colombia Venezuela e Africa. Negli ultimi mesi sono stati dichiarati tredici casi negli USA di cui quattro decessi e tra luglio 2015 e luglio 2016 sono stati attestati cinquanta casi a Londra dove sono state messe in atto le misure precauzionali per limitare l’epidemia. Per adesso ancora nessun caso conosciuto in Italia.

Il fungo, resistente a molte terapie, sembra manifestarsi nei pazienti dopo qualche settimana di degenza ospedaliera e il contagio avverrebbe attraverso il contatto con superfici e materiali contaminati. In prevalenza l’infezione si manifesta nei malati che hanno subìto un intervento in sala operatoria o che utilizzano cateteri. Il fungo sembrerebbe resistente al fluconazolo, il più diffuso dei farmaci antimicotici e preoccupa la facilità e la velocità con cui si diffonde. Tom Frieden, direttore del Cdc, ha spiegato che è necessario agire in fretta e «fermare la diffusione di questo fungo resistente ai farmaci, si tratta di una minaccia emergente e abbiamo bisogno di proteggere i pazienti vulnerabili e anche tutti gli altri».

Le infezioni contratte in ambiente ospedaliero durante la degenza rappresentano una causa importante di mortalità fra pazienti. In Europa, queste infezioni si manifestano nel 6% dei pazienti ricoverati, con un numero stimato di circa 3.200.000 casi l’anno e un costo di circa 6 miliardi di euro. In Italia le cifre sono più alte, infatti la manifestazione di queste infezioni connesse all’assistenza ospedaliera è superiore alla media europea e si aggira intorno ai 300.000 casi l’anno.

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