Salute 6 febbraio 2017

ECM, cosa cambia con il nuovo regolamento. Bevere (Agenas): «Formazione arma per le sfide del futuro»

Meno burocrazia e semplificazione all’insegna di controllo e trasparenza maggiori. In questa prospettiva, il nuovo provvedimento che organizza tutte le norme Ecm. Francesco Bevere, Direttore Agenas: «Rimuovere gli ostacoli di ordine economico, sociale e geografico che limitano la formazione». Riccardo Cassi, Presidente Cimo: «L’esigenza di una norma che ordinasse il sistema era avvertita da tutte le categorie»

«L’approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni del nuovo Accordo che disciplina la formazione continua in medicina è un’ottima notizia per tutti i professionisti sanitari». Lo dichiara il Direttore Generale di Agenas, Francesco Bevere in merito al via libera, da parte della Conferenza Stato-Regioni, all’Accordo sul documento ‘La formazione continua nel settore salute’ che si compone di 97 articoli.

«Il nuovo Accordo – prosegue Bevere – nasce dall’esigenza di dare organicità alle disposizioni del sistema ECM, puntando ad elevare il livello della qualità della formazione erogata. Vengono chiarite ulteriormente le competenze tra Stato e Regioni, assegnando allo Stato la definizione degli standard minimi omogenei su tutto il territorio nazionale e alle Regioni l’individuazione dei requisiti ulteriori di qualità, con l’obiettivo di stimolare la competizione tra i diversi sistemi per il raggiungimento di livelli di eccellenza».

L’obiettivo, tiene a specificare Bevere, è quello di «rimuovere gli ostacoli di ordine economico, sociale e geografico che limitano di fatto l’accesso alla formazione continua».

«Per migliorare le performance del nostro servizio sanitario – prosegue – dobbiamo garantire una costante crescita culturale di ogni risorsa impegnata nel sistema salute. Oggi la formazione è l’arma migliore a nostra disposizione per affrontare con successo le sfide del futuro prossimo»

Il provvedimento riorganizza la materia della formazione continua del personale sanitario nella direzione di un alleggerimento burocratico e di una maggiore omogeneità. La finalità di tale accordo è incentivare la volontà di semplificare l’attività di professionisti e provider per rendere l’offerta formativa più funzionale e corrispondente a una concreto sviluppo professionale.

«L’esigenza di una norma articolata e cogente che mettesse ordine nel sistema ECM era avvertita da tutte le categorie professionali ed in particolare dai medici» dichiara Riccardo Cassi, Presidente Cimo. Inoltre a parere della CIMO particolarmente «importante è l’articolo 20 che prevede la costituzione della Consulta Nazionale. Infatti in tale ambito sono previste rappresentanze delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale in ambito sanitario. Con questa presenza sarà possibile vigilare efficacemente sulla definizione di diritti e doveri, e la CIMO sarà molto attenta su quelli dei Medici dipendenti costretti ad operare in un contesto complesso e legato ad organici sempre più carenti senza dimenticare gli aspetti economici».

Altre novità previste dal provvedimento: inflessibilità sulla verifica qualitativa della formazione erogata dai provider. In arrivo controlli più rigorosi post accreditamento da parte dell’Osservatorio nazionale, che attuerà accertamenti nel luogo di svolgimento degli eventi. Organo ausiliare della Commissione Nazionale, l’Osservatorio Nazionale che sorveglierà attentamente i requisiti dei contenuti presentati in occasione delle giornate formative.

A sistema ci sarà anche il Dossier Formativo del Medico, il cui scopo sarà monitorare la coerenza della formazione rispetto alla professione, utile al medico per programmare e verificare il proprio percorso formativo alla luce del suo profilo professionale.

Per approfondire:

Ecm, SIMLII: «Nuove regole più stringenti valgano per tutti, ora solo i medici competenti rischiano il lavoro»

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