Salute 15 marzo 2018

Disturbi del sonno e dipendenza da internet: problemi apparentemente diversi che si sovrappongono e aggravano a vicenda

di Prof. Francesco Peverini – Presidente della Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Disturbi del Sonno Onlus

di Prof. Francesco Peverini - Presidente della Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Disturbi del Sonno Onlus

Dormire è fondamentale per avere un buon equilibrio durante la giornata. Tuttavia, anche se in media trascorriamo un terzo della vita dormendo (o dovremmo), ottenere una sensazione costante di buon sonno appare sempre più un traguardo molto difficile da raggiungere.

I dati relativi alla compromissione di un sonno regolare sono caratterizzati da un trend in crescita. Circa il 20% degli italiani soffre di un disturbo del sonno (nella quantità di ore dormite o nella qualità del sonno stesso), ma non è ancora accettata l’idea di rivolgersi a un medico per discuterne.

La carenza di sonno può determinare un abbassamento delle nostre qualità di interazione con la realtà e una eccessiva e pericolosa sonnolenza diurna. In molti al risveglio, pur avendo dormito un numero considerevole di ore, sono invece ancora stanchi e il loro riposo notturno non ha dato i risultati sperati.

Patologie come l’insonnia e le apnee notturne sono infatti in grado di determinare scompensi che possono rivelarsi anche molto pericolosi. Un esempio classico, in questo senso, sono i colpi di sonno alla guida, dovuti ad eccessiva sonnolenza; non sempre addormentamenti nel classico e comprensibile senso comune, ma veri momenti di distacco dalla realtà per alcuni secondi, ad occhi aperti, fenomeni estremamente temibili, definiti “microsleep”.

Ma le patologie del sonno sono oggi accentuate dall’utilizzo di tecnologie di nuova generazione, come smartphone e tablet. Recenti studi dimostrano che un uso eccessivo di questi mezzi, in particolare nelle ore che precedono il sonno, determina un peggioramento della qualità dello stesso, con conseguenze negative che ricadono sulla giornata successiva.

La tecnologia non è e non deve diventare un tabù, ma l’affaticamento visivo causato da un utilizzo non consapevole e controllato di schermi retroilluminati la sera, fino a tardi, incrementa l’attività elettrica di aree del cervello connesse con l’ipotalamo e i centri del sonno, l’esatto opposto di quello che dovrebbe accadere prima di andare a dormire. Si viene così a modificare il rilascio di molecole e ormoni che possono alterare il ritmo sonno-veglia (principalmente la melatonina).

In sostanza, viene a riprodursi lo stesso meccanismo che determina il jet lag nei viaggiatori.

È sufficiente questo per affermare che l’abitudine a navigare, chattare, attendere con ansia un “mi piace” sui social network, leggere news dal tablet o dallo smartphone prima di spegnere la luce del comodino comprometta il sonno?

Probabilmente si, anche se le variabili da esaminare sono in effetti moltissime: in primo luogo il tipo di schermo, la regolazione della sua luminosità e la tecnologia con cui vengono visualizzati i contenuti sono solo alcune delle caratteristiche da considerare. Ma dobbiamo anche considerare il genere di attività che si svolge, se, per esempio, è di competizione o di amicizia: se vi è competizione o eccessiva attesa, i livelli di attivazione della corteccia cerebrale sono estremamente variabili, ma sempre molto superiori a quelli necessari per dormire.

Internet addiction e nomofobia, rispettivamente la dipendenza da internet e la paura di restare sconnessi, sono due problemi che riguardano però non solo l’andamento del sonno di una persona, ma anche le sue relazioni e, in generale, la qualità della sua vita, psichica e sociale. Di recente nei cinema italiani è uscito un film, “Sconnessi”, che tratta proprio questo problema in maniera semplice e comprensibile a tutti.

La dipendenza da internet e le patologie del sonno sono dunque due tipi di problemi che si sovrappongono e che si aggravano vicendevolmente. Per questo motivo è consigliabile interrompere almeno un’ora prima di andare a dormire qualsiasi attività che preveda l’utilizzo degli schermi di Pc, televisione, tablet o smartphone.

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

 

Articoli correlati
«Quando si rischiava di diventare blu, bevendo argento colloidale». La pseudoscienza svelata dal Cicap di Piero Angela
«Noi del Cicap verifichiamo tutto ciò che riguarda il paranormale: le pseudoscienze, l’astrologia, i fantasmi, i tarocchi e gli ufo» spiega il chimico intervenuto al Congresso di Medicina e Pseudoscienza. Che sottolinea: «Oggi l’informazione è estremamente semplificata quanto più è amplificata dai media e tutti si illudono di avere una laurea in medicina quando tutto ciò che hanno è Internet e Google». GUARDA LA GALLERY
Apnee ostruttive del sonno, come diagnosticare e prevenire i problemi di OSAS
«La sindrome delle apnee notturne ha costi sociali e sanitari molto elevati». Così il Professor Francesco Peverini, Presidente della Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Disturbi del Sonno Onlus, che spiega: «Necessaria una diagnosi corretta e precoce»
Iperconnessione, la psicologa: «Ansia, depressione, problemi sul sonno-veglia e abbandono scolastico sono aumentati»
400 ragazzi romani, dopo la proiezione del film “Sconnessi” di Christian Marazziti, hanno partecipato ad un dibattito sul loro rapporto con Internet e social network con la psicologa Paola Esposito. Ecco cosa ne è emerso
Pornografia on line, il sessuologo: «Non fa male ma dà immagine distorta del sesso, serve educazione a scuola»
Il Professore Emmanuele A. Jannini, specialista in andrologia e medicina della sessualità: «La paura delle novità esiste da sempre, ma la grandissima maggioranza delle persone usa felicemente Internet e ne sfrutta gli infiniti vantaggi, basta non abusarne»
«Bambini e adolescenti “iperconnessi”? Quando il problema sono i genitori assenti e con sensi di colpa»
«Il punto non sta nell’iperconnessione, ma in nuove forme di assenza genitoriale: troppo spesso ci facciamo sostituire da tablet e telefonini». L’intervista al Professor Tonioni, Direttore Centro Pediatrico Psicopatologia da Web, Policlinico Gemelli di Roma
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Ex specializzandi 1993-2006: «Riconosciuto diritto ad incremento triennale»

L’avvocato Marco Tortorella, uno dei massimi esperti della materia, spiega cosa cambia con le ultime sentenze del Tribunale di Roma: «La rivalutazione era prevista dalla normativa ma non era mai st...
Lavoro

Comparto sanità, sottoscritto in via definitiva il contratto. Sindacati soddisfatti, ma Nursing Up non firma

Se Sergio Venturi (Presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità) si dice contento del risultato e Serena Sorrentino (Segreteria generale Fp Cgil) è già al lavoro per il CCNL 2019/2021, Antonio...
Lavoro

Ex specializzandi, si riapre tutto: «La prescrizione non è mai scattata»

Il parere: «Senza normative e sentenze chiare e univoche, la prescrizione ad oggi non è decorsa». Consulcesi: «Pronta nuova azione collettiva»