Salute 15 dicembre 2017

DiaDay, prima campagna nazionale di screening gratuito del diabete in farmacia

Nell’ambito della campagna DiaDay realizzata in 5.671 farmacie italiane sono stati monitorati gratuitamente 160.313 individui in soli 11 giorni. Si tratta di un chiaro esempio di come la farmacia possa essere un soggetto di primaria importanza nell’attuazione di screening di prevenzione primaria e secondaria. Ai soggetti è stato somministrato un questionario con alcune domande predittive […]

Nell’ambito della campagna DiaDay realizzata in 5.671 farmacie italiane sono stati monitorati gratuitamente 160.313 individui in soli 11 giorni. Si tratta di un chiaro esempio di come la farmacia possa essere un soggetto di primaria importanza nell’attuazione di screening di prevenzione primaria e secondaria.

Ai soggetti è stato somministrato un questionario con alcune domande predittive del rischio di sviluppare il diabete nei dieci anni successivi (Diabetes Risk Score DRS, validato dalla comunità  scientifica internazionale) ed è stata offerta una autoanalisi della glicemia. Grazie all’elaborazione on line la farmacia ha potuto consegnare in tempo reale al cittadino il risultato del test.

Obiettivo della campagna è individuare tre tipologie di casi: soggetti con diabete non diagnosticato, soggetti in condizione di prediabete e soggetti normali comunque a rischio di sviluppare la patologia nell’arco dei prossimi 10 anni.

I soggetti monitorati sono stati per il 60% Donne e per il 40% Uomini.

La preponderanza femminile corrisponde anche a una maggior frequentazione delle farmacie da parte delle donne (sono loro che solitamente si occupano della salute di figli, anziani e coniugi, oltre che della propria).

CONSULTA QUI I RISULTATI DIADAY

POPOLAZIONE MONITORATA

Dei 160.313 soggetti esaminati, l’82% ha più di 44 anni; il 44% ha più di 64 anni. Anche questo dato  rispecchia l’età adulta/anziana degli utenti della farmacia.

I giovani/adulti fino a 34 anni rappresentano il 6,81% del campione. Una percentuale contenuta che è però di grande importanza perché scoprire il diabete o una condizione di prediabete in giovane età permette di contrastarne da subito nel migliore dei modi l’evoluzione.

Il 37% dei soggetti è stato esaminato dopo digiuno notturno.  Il 63%  ha fatto l’autoanalisi della glicemia in un qualunque momento della giornata, non dopo digiuno notturno. La distinzione è importante perché la diagnosi di prediabete si può fare solo sulla base di valori di glicemia rilevati dopo digiuno notturno. La scoperta di diabete in un soggetto che non sa di esserlo risulta dal valore della glicemia (uguale/maggiore di 200 mg/dL), indipendentemente dalla condizione di digiuno o non digiuno. Ovviamente un paziente diabetico ben trattato può presentare valori normali di glicemia.

RISULTATI DELLO SCREENING

Casi di diabete

Sui 160.313 soggetti esaminati ne sono risultati diabetici 19.077 (11.90% del campione). Di questi, 14.662 sono persone che hanno dichiarato nel questionario di aver ricevuto una diagnosi pregressa di diabete; 4.415 sono persone che non sapevano di avere il diabete (pari al 3% dei soggetti che si sono sottoposti allo screening senza aver ricevuto in precedenza una diagnosi di diabete). Questo dato è molto interessante perché permette a oltre 4.000 persone di curarsi evitando l’aggravamento della malattia e le conseguenti complicanze. Anche da un punto di vista economico curarsi tempestivamente significa minori costi sia per il singolo che per il Servizio sanitario nazionale.

Lo screening è stato comunque utile anche per gli oltre 14 mila diabetici che sapevano già di esserlo, in quanto il valore rilevato della glicemia ha permesso di valutare il grado di compensazione della patologia.

Di tutti i soggetti risultati affetti da diabete, il 64,07% ha più di 64 anni e il 19,63% ha tra i 55 e i 64 anni. Ma il dato più interessante è quello che riguarda i giovani adulti: l’1,95% dei soggetti con diabete ha un’età inferiore a 34 anni.

La patologia risulta equamente distribuita tra uomini (50,42%) e donne (49,58%).

Casi di Prediabete

Su 141.236 soggetti esaminati (cioè 160mila casi totali al netto dei 19mila soggetti diabetici), 18.881 persone sono risultate Prediabetiche (13.37%). Di queste, due terzi presentavano valori di glicemia a digiuno compresi tra 100 e 110 mg/dL; un terzo aveva la glicemia a digiuno tra 111 e 125 mg/dL.

La condizione di prediabete interessa con moderata prevalenza le donne (53%) e in misura leggermente minore gli uomini (47%).

Il 2,57% dei soggetti risultati prediabetici ha meno di 34 anni. La percentuale è contenuta ma di enorme importanza perché queste persone, adottando opportuni comportamenti alimentari e stili di vita potranno in gran parte evitare di sviluppare il diabete a distanza di alcuni anni, quindi in età ancora giovane. La maggior parte delle diagnosi di prediabete riguarda soggetti ultrasessantaquattrenni (55,48%). Se si considerano anche le fasce di età 45-54 e 55-64 si osserva che oltre il 90% dei soggetti esaminati si trova in condizione di Prediabete.

Valutazione del rischio di Diabete

Il questionario Diabetes Risk Score DRS ha consentito di calcolare, nei soggetti prediabetici e in quelli normali, il rischio di sviluppare il diabete nell’arco dei prossimi dieci anni. Il risultato è dato da un punteggio calcolato in base alle risposte a domande che riguardano lo stile di vita, le abitudini alimentari, la familiarità con la patologia e le caratteristiche personali (es.: età, misura del giro vita).

La diagnosi di prediabete in questo contesto di ricerca (che non prevede un carico orale di glucosio) può essere fatta solo con la determinazione della glicemia a digiuno. La diagnosi di diabete, invece, presuppone il rilievo di una glicemia a digiuno eguale o superiore a 125 mg% o di una glicemia in qualunque momento della giornata eguale o superiore a 200 mg%.

I dati raccolti durante lo screening evidenziano come i prediabetici con un rischio elevato (1:3) di sviluppare la patologia nei prossimi 10 anni siano soprattutto ultrasessantaquattrenni (65,35%), seguiti dalla fascia di età 55-64 anni (23,70%). Analogo il trend per quanto riguarda il rischio molto elevato (1:5).

Per quanto riguarda i soggetti normali (122.355 casi, cioè la popolazione monitorata al netto dei diabetici e dei prediabetici) il rischio elevato/molto elevato di sviluppare il diabete riguarda quasi il 20% del campione, mentre il rischio moderato (1:6) interessa il 21,53%.

Articoli correlati
Nazioni Unite, Novo Nordisk e Governo danese: insieme per sconfiggere le malattie non trasmissibili
Novo Nordisk finanzierà con un contributo di 5 milioni di dollari la Defeat-NCD Partnership, creata per sconfiggere le malattie non trasmissibili (NCD) nei Paesi a basso reddito. L’annuncio è stato dato nel corso di un evento alle Nazioni Unite congiuntamente al Governo danese, che sosterrà a sua volta l’iniziativa con un fondo di 3 milioni […]
Salute nelle città, Troncarelli (Welfare Lazio): «Occorre migliorare stili di vita: presto legge su invecchiamento attivo»
Nel 2050 sette persone su dieci vivranno in contesto urbano con aumento delle malattie non trasmissibili, a partire dal diabete. «Salute non è solo assenza di malattia. Bisogna lavorare per far sì che lo sport sia alla portata di tutti»
Sugar tax anche in Italia? Ricciardi (ISS): «Buona soluzione per salute pubblica ma per fasce meno abbienti può essere boomerang»
A tre mesi dall’introduzione della tassazione per le bevande zuccherate in UK il bilancio è positivo. Walter Ricciardi: «Provvedimento utile ma risorse da reinvestire per migliorare condizioni di vita»
Diabete, il pallavolista Van de Goor: «Sport fondamentale per controllare la malattia»
L’atleta, tra i testimonial del Roma Cities changing diabetes summit, gestisce una fondazione in Olanda con la missione di migliorare la qualità della vita delle persone con diabete attraverso l’attività sportiva
3,2 milioni di morti all’anno per inattività fisica, 0,4 per ipertensione, 4,4 per obesità. Ecco i numeri dell’urbanizzazione
Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte; assieme a tumori, diabete e disturbi respiratori cronici costituiscono oggi il principale rischio per la salute e lo sviluppo umano, secondo quanto emerso nel corso dell’11th Italian Diabetes & Obesity Barometer Forum in svolgimento oggi a Roma, promosso da Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation, Università […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

Autodimissioni medici, turni massacranti e poco personale. Leoni (FNOMCeO): «Ecco perchè si lascia ospedale»

Il vicepresidente della Federazione degli Ordini ha coniato il termine per spiegare la fuga dei camici bianchi dalle corsie: «Sono sempre più i medici ospedalieri che, per il basso livello della qua...
Diritto

Ex specializzandi, 16 miliardi a rischio per le casse dell’erario. Arriva Ddl per accordo Governo e camici bianchi

C’è una bomba ad orologeria nelle casse pubbliche: la vertenza tra gli ex specializzandi ’78-2006 e lo Stato. Gli aventi diritto ammontano a oltre 110mila medici e il contenzioso costerà all’e...
Lavoro

Tagli alle pensioni, a rischio i medici? Cavallero (Cosmed): «Penalizzato anche chi è a 3700 euro. Veri risultati si ottengono con lotta all’evasione»

Il segretario generale della Confederazione: «Dal taglio delle cosiddette “pensioni d’oro” si potranno distribuire meno di 4 euro al mese. Così si apriranno solo contenziosi per lo Stato. Chi ...