Salute 17 gennaio 2017

Alzheimer, ritardo nelle diagnosi. Spadin (Associazione Italiana Malattia Alzheimer): «Più formazione per medici»

La demenza senile è un grave allarme sociale. Patrizia Spadin, Presidente dell’Associazione Italiana Malattia di Alzheimer: «Il sospetto della presenza del morbo può condurre il paziente a fare approfondimenti che, se fatti in tempo, possono determinare una svolta». L’importanza della formazione per medici di base, infermieri e sanitari

L’Alzheimer è una malattia estremamente subdola. I primi sintomi sono difficili da individuare. Infatti, inizialmente, il morbo si manifesta con dei vuoti di memoria e dei momenti di confusione che possono essere ricondotti, ingannevolmente a stress e stanchezza. Oggi l’Alzheimer colpisce circa il 5% delle persone con più di 60 anni di età e in Italia si stimano circa 500mila ammalati. La malattia colpisce la memoria e si ripercuote sulle capacità cognitive, generando cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale.

Il problema focale relativo al morbo di Alzheimer è il ritardo nella diagnosi. Questo l’elemento più significativo emerso dall’ultimo rapporto sulla malattia realizzato dal King’s College London in collaborazione con la London School of Economics and Political Science, aggiornato a settembre 2016. Un maggior coinvolgimento dei medici di base e in generale delle varie figure deputate alle cure come l’infermiere e il fisioterapista, potrebbe far aumentare i casi diagnosticati e far diminuire il costo delle cure per ogni singolo paziente di oltre il 40%. Dunque, il primo anello della catena per la valutazione preventiva del morbo, è il medico di base. Purtroppo, tutt’ora, come in passato, il medico generico risulta essere poco formato relativamente all’Alzheimer e quindi non sempre in grado di ricoprire efficacemente il ruolo di sentinella che suona il primo campanello di allarme. Sul tema interviene Patrizia Spadin, Presidente AIMA (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer).

«Purtroppo il ritardo nella diagnosi è una problematica segnalata da parecchi anni ed effettivamente ostacolo alla lotta contro la malattia», spiega la Presidente Spadin. «Sono consapevole che ci sono stati tentativi di formazione dei medici di famiglia in materia ma evidentemente non sono stati sufficienti. Mi auguro che si possa incontrare una maggiore disponibilità da parte dei medici di base, la cui funzione in questa ottica è davvero fondamentale. Mi rendo conto che i medici generici non sono specialisti ed esperti della malattia, ma anche il sospetto della presenza del morbo può condurre il paziente a fare approfondimenti che, se fatti in tempo, possono determinare una svolta. Il problema della demenza senile ha un impatto molto forte sulle famiglie ed è sia una necessità che un dovere da parte del medico di base occuparsene».

«Occorre inoltre – conclude la Spadin – creare una rete fra medici e famiglie che possa pensare alle necessità dei pazienti e andare incontro a coloro che gli stanno accanto. Per fare questo è indispensabile stanziare delle risorse e collaborare per gestire il problema nel migliore dei modi».

Articoli correlati
Cos’è il dossier formativo?
Sempre sul sito COGEAPS (www.cogeaps.it ) ogni medico può volontariamente attivare il proprio Dossier Formativo, cioè dichiarare gli obiettivi formativi che si prefigge di raggiungere, che poi andrà riscontrato con gli eventi effettivamente frequentati. Al termine del periodo di osservazione, sarà quindi possibile verificare da un lato i fabbisogni formativi attesi e dall’altro la formazione effettivamente […]
Chat Yourself, l’assistenza virtuale che aiuta i malati di Alzheimer
«Come si chiama mio figlio? Come faccio a tornare a casa? Cosa mangio di solito a pranzo?». Sono domande a cui una persona affetta dalla patologia dell’Alzheimer non sa più rispondere. La tecnologia può oggi però correre in suo aiuto: è infatti disponibile l’applicazione Chat Yourself, un assistente virtuale in grado di rispondere a tutti […]
Mangiare sano con gusto, la “ricetta” della Dottoressa Serena Missori: «Rivolgersi a medici correttamente formati»
Mangiare sano senza rinunciare al gusto. E’ possibile? L’endocrinologa e nutrizionista Serena Missori, referente scientifica per il Provider ECM 2506 Sanità in-Formazione, nonché autrice di diversi libri di successo (tra cui l’ultimo, in ordine di tempo, è “La dieta dei biotipi”) spiega perché la corretta alimentazione di un paziente passa anche e soprattutto dalla corretta […]
Alzheimer, scoperta rivoluzionaria: origine del morbo legata a depressione e a disturbi dell’umore
Lo studio, tutto italiano, pubblicato sulla rivista Nature Communications, rivoluziona l'approccio alla 'malattia del secolo' imputandone l'origine all'area tegmentale ventrale, dove viene prodotta la dopamina, neurotrasmettitore coinvolto anche nei disturbi umorali
Invecchiare non è una malattia, il Congresso dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria
Al centro dell’attenzione, le principali patologie dell’anziano e la proposta di nuove soluzioni per un miglioramento delle condizioni di vita degli over 65
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Diritto

EX SPECIALIZZANDI – Accordo transattivo, Zanetti (Viceministro Economia): «Presto una soluzione»

Sempre più vicina la soluzione del lungo contenzioso tra Stato e camici bianchi sul rimborso degli anni di specializzazione. Brucia le tappe la discussione al Senato sul Ddl n°2400 che propone un ac...
Lavoro

Contratto dei medici: ecco le cifre e le date di un rinnovo in salita…

Dopo sette anni di stallo, è giunto il momento del rinnovo del contratto per medici e infermieri? È braccio di ferro tra sindacati e Governo sulle cifre
di Valentina Brazioli
Salute

È il fruttosio il killer dei nostri bambini. Nobili (Bambino Gesù): «Danni sul fegato. A 2 anni rischio obesità»

Uno studio dei ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù dimostra la correlazione tra consumo di alte quantità di fruttosio e sviluppo di malattie epatiche gravi. Valerio Nobili, specialis...