Salute 4 aprile 2017

Alzheimer, scoperta rivoluzionaria: origine del morbo legata a depressione e a disturbi dell’umore

Lo studio, tutto italiano, pubblicato sulla rivista Nature Communications, rivoluziona l’approccio alla ‘malattia del secolo’ imputandone l’origine all’area tegmentale ventrale, dove viene prodotta la dopamina, neurotrasmettitore coinvolto anche nei disturbi umorali

sanità informazione - alzheimer formazioneScoperta l’origine dell’Alzheimer. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications, la causa del morbo di Alzheimer non va cercata, come fatto finora, nell’area del cervello responsabile della memoria, ma sarebbe dovuta alla morte dei neuroni presenti in una delle zone che governa anche i disturbi dell’umore. La scoperta, tutta italiana, che promette di rivoluzionare l’approccio alla ‘malattia del secolo’ è il risultato di una ricerca coordinata da Marcello D’Amelio, professore associato di Fisiologia Umana e Neurofisiologia presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma.

Lo studio getta una luce nuova su questa patologia che, solo in Italia, colpisce circa 500-600mila persone. Finora si riteneva che, a causare l’Alzheimer, fosse una degenerazione delle cellule dell’ippocampo, area cerebrale da cui dipendono i meccanismi del ricordo. La nuova ricerca invece, punta l’attenzione sull’area tegmentale ventrale, dove viene prodotta la dopamina, neurotrasmettitore coinvolto anche nei disturbi dell’umore. Come in un effetto domino, la morte di neuroni deputati alla produzione di dopamina provoca il mancato arrivo di questa sostanza nell’ippocampo, causandone il ‘tilt’ che genera la perdita dei ricordi.

L’ipotesi è stata confermata in laboratorio, somministrando su modelli animali con Alzheimer, due diverse terapie: una con un amminoacido precursore della dopamina (L-DOPA), l’altra a base di un farmaco che ne inibisce la degradazione. In entrambi i casi, si è registrato il recupero della memoria insieme a un pieno ripristino della motivazione. «L’area tegmentale ventrale – chiarisce D’Amelio – rilascia dopamina anche nell’area che controlla la gratificazione. Per cui, con la degenerazione dei neuroni dopaminergici, aumenta anche il rischio di andare incontro a una progressiva perdita di iniziativa». Questo spiega perchè l’Alzheimer è accompagnato da un calo nell’interesse per le attività della vita, fino alla depressione.

«Perdita di memoria e depressione – sottolinea D’Amelio – sono due facce della stessa medaglia». Tuttavia, diversamente da quanto finora ritenuto, i cambiamenti dell’umore non sarebbero conseguenza dell’Alzheimer, ma un ‘campanello d’allarme’ del suo inizio. Pur essendo ancora lontana una cura, i risultati suggeriscono che terapie future, tanto per l’Alzheimer che per il morbo di Parkinson, anch’esso causato dalla diminuzione dei neuroni che producono dopamina, potrebbero concentrarsi su un obiettivo comune.

Nel mondo, secondo il World Alzheimer Report 2016 della Federazione Internazionale Alzheimer’s Disease International (Adi), oltre 47 milioni di persone soffrono di demenza, un numero destinato a salire, a causa dell’invecchiamento della popolazione, a 131 milioni entro il 2050. L’età media dei malati di Alzheimer e’ di 78,8 anni, i caregiver impegnati nella loro assistenza ne hanno in media 59. Oggi l’unico modo di fare una diagnosi certa di Alzheimer, ricorda il portale dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), è attraverso l’identificazione delle placche amiloidi nel tessuto cerebrale, possibile solo con l’autopsia dopo la morte. Nonostante i tanti investimenti in ricerca nel settore, non esistono ancora farmaci in grado di fermare e far regredire la malattia e tutti i trattamenti disponibili puntano a contenerne i sintomi.

Per approfondire:

Alzheimer, ritardo nelle diagnosi. Spadin (Associazione Italiana Malattia Alzheimer): «Più formazione per medici»

Articoli correlati
Caso Pfizer-Alzheimer e Parkinson, Spadin (Aima): «Appello alle forze politiche, non lasciate soli malati e famiglie»
Dopo la rinuncia alla ricerca sulle malattie neurodegenerative da parte del colosso farmaceutico, interviene la presidente dell’associazione dei familiari che sottolinea: «Ci sentiamo un po’ più soli ma sappiamo che tanti altri stanno portando avanti importanti studi»
di Giovanni Cedrone
Alzheimer, al via progetto per intercettare popolazione a rischio
Intercettare i potenziali malati, quelli che nei prossimi anni potranno contrarre demenze per assicurare loro i farmaci innovativi che in capo a qualche anno saranno disponibili sul mercato. E’ l’ambizioso progetto “Interceptor”, fondi per quasi 4 milioni di euro, presentato dal Ministro Beatrice Lorenzin insieme al direttore generale di Aifa, Mario Melazzini, al neurologo del […]
Camminare e apprendere: con il metodo WAL la memoria aumenta del 9%
Movimento e apprendimento, insieme, proteggono il cervello dall’età. Lo sostiene la dottoressa Annamaria Crespi, ideatrice del metodo WAL che confessa di aver “rubato l’idea” ad Aristotele che era solito insegnare camminando. Ma in cosa consiste il metodo WAL? È un metodo e uno strumento dolce che associa la camminata all’apprendimento. Il nome WAL è l’acronimo di Walk and […]
Clownterapia al Gemelli, via al progetto “Un sorriso per gli anziani”
Un sorriso per gli anziani. Si chiama così il progetto del Policlinico Universitario Agostino Gemelli per i pazienti affetti da demenza (di cui l’Alzheimer è la causa nel 50-60% dei casi) che solo in Italia colpisce 1.241.000 persone. Questa patologia comporta l’alterazione progressiva di memoria, pensiero e linguaggio, interferendo con le normali attività quotidiane e […]
Chat Yourself, l’assistenza virtuale che aiuta i malati di Alzheimer
«Come si chiama mio figlio? Come faccio a tornare a casa? Cosa mangio di solito a pranzo?». Sono domande a cui una persona affetta dalla patologia dell’Alzheimer non sa più rispondere. La tecnologia può oggi però correre in suo aiuto: è infatti disponibile l’applicazione Chat Yourself, un assistente virtuale in grado di rispondere a tutti […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

INTERVISTA ESCLUSIVA: «Ecco come prevederemo il cancro con una semplice analisi del sangue»

L'intervista alla Professoressa Paterlini – Bréchot: «Il metodo ISET permette di riscontrare la presenza di cellule tumorali in chi ha avuto un tumore e chi è a rischio molto prima rispetto ai me...
Salute

Centrifugati, verdure e succhi di frutta “veri”. I consigli della pediatra per salvare i bambini dall’influenza con la natura

La dottoressa Ricottini, ai microfoni di Sanità Informazione, spiega quali sono i migliori rimedi naturali per combattere e prevenire i sintomi dell’influenza. E sui “dolori della crescita”…
Politica

Firmato contratto per gli statali. Dal 2018 aumenti e tutele sanitarie aggiuntive

Incassata la prima sigla per il rinnovo dei contratti della PA: per 250mila dipendenti sono in arrivo moltissime novità tra cui tutele sanitarie aggiuntive. Si tratta di un risultato storico perché...