Politica 12 gennaio 2017

Il relatore Federico Gelli: «Vicini ad una riforma storica per superare definitivamente medicina difensiva»

Per la trasformazione in legge serve solo l’ok della Camera. Il Responsabile Sanità del Pd e primo firmatario del testo: «Aumenteranno le tutele per i professionisti che potranno tornare a svolgere con serenità il proprio lavoro nell’esclusivo interesse dei pazienti, senza dover ricorrere alla medicina difensiva»

Con 168 voti favorevoli, 8 contrari e 35 astenuti, l’Aula del Senato ha approvato il Ddl sulla responsabilità professionale del personale sanitario. Il provvedimento, che ha subito delle modifiche rispetto alla prima approvazione della Camera, torna all’esame di Montecitorio.

«L’approvazione in seconda lettura del Disegno di legge sulla responsabilità professionale del personale sanitario da parte dell’Aula del Senato – ha commentato il responsabile sanità del Pd, Federico Gelli, promotore del Ddl – è un ulteriore importante passo in avanti che ci avvicina ad una riforma storica per l’intero sistema sanitario. Ora resta solo l’ultimo passaggio alla Camera per l’approvazione definitiva che avverrà entro la fine di febbraio. Grazie a questa legge vengono implementati tutti quei meccanismi a garanzia del diritto al risarcimento ed alla trasparenza per i cittadini danneggiati da un errore sanitario e, al contempo, aumenteranno le tutele per i professionisti che potranno così tornare a svolgere con serenità il proprio lavoro, nell’esclusivo interesse dei pazienti, e senza dover ricorrere alla cosiddetta medicina difensiva per tutelarsi. In questo modo – continua Gelli – si potranno risparmiare anche ingenti cifre per il Sistema sanitario nazionale».

Per la sanità, dunque, «cambia moltissimo. Dopo 15 anni di attesa abbiamo una legge quadro che va, da un lato, a normare e disciplinare la responsabilità degli esercenti la professione sanitaria, e dall’altra parte interviene per dare più opportunità ai cittadini per avere un risarcimento in tempi più rapidi e certi. Si tratta dunque di una semplificazione del sistema. Certamente gli operatori sanitari saranno più tranquilli, più sereni nello svolgere la loro attività professionale, non avendo la spada di Damocle sulla testa di un’eventuale richiesta di risarcimento o, peggio ancora, di una azione penale nei loro confronti. Questo non vuol dire, ovviamente, che i professionisti non debbano essere a disposizione di un’eventuale procedimento o che non debbano corrispondere il risarcimento se sbagliano. Semplicemente, questa legge va a disciplinare il giusto equilibrio tra la tutela dell’operatore e le garanzie dei cittadini che hanno subito un danno».

Modifiche importanti anche nel campo delle assicurazioni, che con questo testo «si trovano davanti alla certezza del dato. Oggi quantificare un danno per il decesso di una persona durante un errore sanitario è praticamente impossibile o non quantificabile. Questa situazione è migliorata dalle tabelle risarcitorie. È chiaro che, di conseguenza, diminuirà il numero di contenziosi, come avveniva prima che venisse introdotta nella giurisprudenza la natura contrattuale della responsabilità della struttura sanitaria nei confronti del paziente. Questo tipo di principio ha alimentato il contenzioso di tanto: ci sono degli studi legali che fanno quasi esclusivamente attività professionale in questo settore, e questa attività, questa responsabilità di natura contrattuale ha permesso alle richieste risarcitorie di agire contestualmente sia nei confronti della struttura sanitaria sia nei confronti dei professionisti».

Passi avanti anche per quanto riguarda il tema della formazione del personale sanitario. «In questo testo di legge c’è un articolo importante anche per quanto riguarda la prevenzione. Nell’ambito del profilo normativo del personale sanitario, l’articolo 2, che è quello che introduce in maniera obbligatoria in ogni struttura pubblica e privata la figura del Risk Management, cioè di quel ruolo trasversale multidisciplinare che permetterà ai professionisti di elaborare il rischio, l’evento sentinella e in qualche modo impedire che quell’errore, quel rischio, possa effettivamente diventare un danno a carico del cittadino. Per questo è molto importante che la legge preveda l’obbligatorietà della presenza di questa struttura ad ogni livello nel territorio nazionale».

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