Pazienti 8 marzo 2017

Il medico di base: un ruolo chiave

“Prevenire è meglio che curare”, più che un semplice luogo comune dovrebbe essere la “forma mentis” alla base di ogni progetto di vita. Perché la salute è ciò che permette di realizzare qualsiasi disegno abbiamo pianificato per il nostro futuro e, quando la condizione di benessere viene meno, le priorità cambiano e i progetti di […]

Prevenire è meglio che curare”, più che un semplice luogo comune dovrebbe essere la “forma mentis” alla base di ogni progetto di vita. Perché la salute è ciò che permette di realizzare qualsiasi disegno abbiamo pianificato per il nostro futuro e, quando la condizione di benessere viene meno, le priorità cambiano e i progetti di realizzazione personale sembrano frantumarsi.

Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. Medicine e terapie sono strumenti inevitabili per combattere le malattie, ma l’espediente migliore non può che essere la prevenzione.

Il rapporto con il medico di famiglia gioca un ruolo essenziale sia nella prevenzione sia nella terapia di patologie in corso.

Qual è il ruolo del medico di base?

Il medico di famiglia (o medico di base) è un medico di Medicina Generale che ha il compito d’interpretare i sintomi riferiti dal paziente e di indirizzarlo a una diagnosi attraverso una visita, esami diagnostici, esami ematochimici, prescrizione di una terapia e, se serve, di consigliare visite specialistiche.

Ha anche il compito di prescrivere i farmaci che i suoi assistiti assumono con costanza, di fare loro certificati, vaccini, medicare ferite, misurare la pressione. Deve avere competenze tali da carpire e riconoscere un problema già dai primi sintomi, deve avere un certo grado di sensibilità e delicatezza nel dialogo con il paziente e nel comunicare anche notizie poco piacevoli. Deve essere in grado di mettere a proprio agio il paziente in ogni occasione, anche quando ha bisogno di esporre problemi più intimi.

Il medico di famiglia deve garantire, ai propri pazienti, la continuità dell’assistenza sanitaria e, nel caso in cui dovesse assentarsi, incaricare un sostituto.

E’ fondamentale che il medico di base rediga un’anamnesi dei propri assistiti. Nel suo schedario, infatti, conserva la cartella relativa a ogni paziente, aggiornandola di volta in volta, inserendo esiti di esami diagnostici, ricoveri o visite specialistiche. In tal modo, il medico di base conserva la storia clinica, completa e sempre aggiornata, del proprio assistito.

La disponibilità del medico di famiglia deve essere di cinque giorni a settimana, riceve presso il suo studio medico, all’esterno del quale devono essere esposti gli orari di visita durante la settimana. L’ambulatorio deve essere attrezzato adeguatamente.

I pazienti impossibilitati fisicamente, a causa di motivi di salute, a recarsi presso lo studio medico, possono usufruire della visita a domicilio che spetta loro di diritto.

Quali sono le prestazioni gratuite e quali quelle a pagamento?

In Italia, i medici di famiglia hanno degli assistiti che da lui si sono iscritti, attraverso l’ASL di competenza.

Tutti i pazienti iscritti presso un medico di base non dovranno pagare le sue prestazioni. Nel caso in cui un paziente non sia, invece, iscritto presso un medico di base (oppure è residente in una città diversa da quella dove il medico svolge la sua attività), e necessita di una visita, il medico dovrà visitarlo a pagamento.

Sono a pagamento le visite ambulatoriali richieste dal paziente ed eseguite nei giorni in cui è prevista la copertura della guardia medica.

Il medico di base compila sia certificati gratuiti (per i lavoratori in malattia, certificati di idoneità alle attività sportive per i giovani, certificati di morte) sia a pagamento (come quelli per le assicurazioni, per richieste di invalidità, per attività fisica non agonistica e altri i quali è stabilita una tariffa).

Assolutamente gratuita è la compilazione delle ricette nelle quali il medico richiede analisi, visite specialistiche e prescrizioni di farmaci. Tali ricette dovranno poi essere esibite in farmacia per i farmaci, o presso le strutture sanitarie per esami diagnostici, esami del sangue e visite specialistiche, sedi in cui al paziente potrà essere richiesto di pagare una quota per il ticket sanitario se previsto dal SSN.

Come scegliere il medico di base?

La scelta del medico di base è importante perché il paziente deve sentirsi a proprio agio con il medico, per questo motivo prima di scegliere sarebbe opportuno recarsi dallo stesso per conoscerlo, informarsi sulla sua disponibilità, conoscere gli orari di ricevimento e avere un primo impatto, che seppur superficiale, può ispirare la fiducia, o meno, nei suoi confronti.

Per effettuare la scelta del medico di base è possibile visionare, presso gli uffici delle ASL, gli elenchi dei medici convenzionati con il SSN. Una volta deciso il medico bisogna recarsi alla ASL di appartenenza e farsi registrare. La scelta ha validità annuale, ma viene rinnovata automaticamente se il paziente non decide di cambiare medico.

Lo stesso iter va seguito per la scelta del pediatra fino all’età di 14 anni, quando i ragazzi dovranno passare dal pediatra al medico per adulti.

Il rapporto tra medico e paziente si basa sulla fiducia e sul rispetto reciproco, in caso contrario il paziente può cambiare medico ma, anche quest’ultimo potrebbe decidere di non seguire più il proprio paziente revocandolo dalla lista dei suoi assistiti. In questo caso il paziente sarà invitato dall’ASL a scegliere un altro medico di base.

Quali sono i diritti e i doveri del paziente?

Il paziente gode di diritti e doveri fondamentali da rispettare per il corretto rapporto medico/paziente.

Diritti:

  • visite ambulatoriali nell’ambulatorio del proprio medico
  • visite domiciliari in caso di emergenza
  • tutte le prestazioni gratuite
  • prescrizione di farmaci, esami diagnostici, visite specialistiche ed esami ematochimici previsti dal SSN
  • privacy
  • disponibilità del medico
  • aggiornamento professionale del proprio medico

Doveri

  • Rispetto della professionalità del medico

Il secondo punto racchiude la maggior parte dei doveri del paziente che ha scelto consapevolmente il proprio medico:

  • Fiducia nei confronti delle scelte del proprio medico relativamente alla prescrizione, o non prescrizione, di esami diagnostici che egli ritenga opportuni e coerenti con le indicazioni delle note C.U.F.

La comunicazione tra medico di base e pazienti

La comunicazione tra medico di base e paziente è essenziale. Il paziente deve sentirsi a proprio agio e non provare imbarazzo nell’esporre i suoi problemi. Inoltre, deve essere certo che il proprio medico agisca nel rispetto della privacy.

Il medico di famiglia deve anche avere una certa empatia e capire la personalità del paziente che può essere più o meno apprensivo e disposto a conoscere in toto ciò che lo aspetta, in relazione allo stato di salute. Il coinvolgimento emotivo del medico di base è imprescindibile e fondamentale.

Articoli correlati
Su quale territorio può operare il medico di base?
L’assistenza medico-generica è prestata dal personale dipendente o convenzionato del servizio sanitario nazionale operante nelle unità sanitarie locali o nel comune di residenza del cittadino, e a nulla rileva il fatto che ciò sia in contrasto con gli accordi collettivi nazionali del 23 marzo 2005 e 29 luglio 2009 i quali prevedono che l’assistenza sanitaria […]
Formazione Medicina Generale: accesso all’esame senza abilitazione. Ecco cosa cambia
Cambiano le regole per iscriversi ai corsi di Medicina Generale. È quanto previsto da un decreto firmato nei giorni scorsi dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, a seguito di una sentenza del TAR del Lazio
Medicina Generale, TAR Lazio: «Finalmente i laureati possono iscriversi anche senza abilitazione»
Lo ha stabilito il Tar Lazio annullando il D.M. Salute del 7 marzo 2006, che precludeva l'iscrizione al concorso per l'ammissione ai laureati in Medicina non ancora abilitati. I Sindacati: «Un buon risultato per aprire le porte alla formazione e poi al mondo del lavoro»
SMI: azione collettiva per equiparare Medicina Generale a scuole di specializzazione
Lo SMI – Sindacato dei Medici Italiani – inizierà un’azione collettiva per ottenere l’equiparazione del Corso di Formazione in Medicina Generale con i corsi per le altre specializzazioni. In Italia il corso in Medicina Generale è diverso rispetto ai corsi di specializzazione sia da un punto di vista fiscale che assicurativo: l’Avvocato Antonio Puliatti spiega […]
Nutrizione e prevenzione, solo 14% dei bambini segue dieta mediterranea. Lena (Regione Lazio): «Serve formazione»
«Diffondere una corretta educazione alimentare è compito di medici e istituzioni, in questa ottica è giusto essere ben preparati per fornire risposte corrette». Lo dichiara il Presidente della Commissione Politiche Sociali e Salute, Rodolfo Lena, a margine del convengo “Valutazione delle criticità nazionali in ambito nutrizionale e strategie d’intervento 2016-2019” alla Regione Lazio
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Diritto

EX SPECIALIZZANDI – Accordo transattivo, Zanetti (Viceministro Economia): «Presto una soluzione»

Sempre più vicina la soluzione del lungo contenzioso tra Stato e camici bianchi sul rimborso degli anni di specializzazione. Brucia le tappe la discussione al Senato sul Ddl n°2400 che propone un ac...
Lavoro

Contratto dei medici: ecco le cifre e le date di un rinnovo in salita…

Dopo sette anni di stallo, è giunto il momento del rinnovo del contratto per medici e infermieri? È braccio di ferro tra sindacati e Governo sulle cifre
di Valentina Brazioli
Salute

È il fruttosio il killer dei nostri bambini. Nobili (Bambino Gesù): «Danni sul fegato. A 2 anni rischio obesità»

Uno studio dei ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù dimostra la correlazione tra consumo di alte quantità di fruttosio e sviluppo di malattie epatiche gravi. Valerio Nobili, specialis...