OMCeO, Enti e Territori 13 giugno 2017

Cure palliative, on line la Carta che vede per la prima volta le religioni unite

La “Carta delle Religioni per le Cure Palliative per le Persone Anziane” è stato pubblicato e reso interamente disponibile online. La dichiarazione è il risultato di un lavoro internazionale collettivo, condiviso e firmato da specialisti in cure palliative, esperti di diritti umani, pazienti, volontari, famiglie e rappresentanti religiosi di diverse fedi. La dichiarazione collettiva è […]

La “Carta delle Religioni per le Cure Palliative per le Persone Anziane” è stato pubblicato e reso interamente disponibile online. La dichiarazione è il risultato di un lavoro internazionale collettivo, condiviso e firmato da specialisti in cure palliative, esperti di diritti umani, pazienti, volontari, famiglie e rappresentanti religiosi di diverse fedi. La dichiarazione collettiva è stata resa disponibile dalla Fondazione Maruzza, promotrice del Progetto.

Le Cure Palliative hanno come scopo il controllo di tutti i sintomi, compreso il dolore, che ogni paziente affetto da malattia cronica o inguaribile può manifestare. Si rivolgono a pazienti in fase avanzata di malattie oncologiche, neurologiche, respiratorie, renali, cardiologiche, degenerative, ecc., offrendo alla persona malata la migliore qualità di vita possibile nel rispetto della sua volontà. Aiutano inoltre il paziente ed i familiari a superare disagi di carattere psicologico, emozionale, sociale e spirituale. «Le religioni hanno, nella loro diversità, un comune sentire – ha dichiarato Mons. Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, e firmatario della Carta -. Hanno la responsabilità di sostenere la più alta dignità di ogni uomo e di ogni donna». «La mia idea è che la Carta possa generare un cambiamento culturale in due direzioni. Da un lato, che le persone anziane e le loro famiglie possano essere consapevoli dei diritti che meritano – ha dichiarato Marinella Cellai, Volontaria e Caregiver in Oncologia e Cure Palliative, e Fondatrice del Progetto Città della Vita -. D’altra parte, che possa stimolare quei medici ancora riluttanti a richiedere una consulenza di assistenza palliativa simultanea per i loro pazienti, cambiando così atteggiamento».

 

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