OMCeO, Enti e Territori 18 ottobre 2016

Campania. Quasi 600 le donne medico costrette al precariato. Anaao: “Urgenti superamento turnover e stabilizzazioni”

Secondo uno studio presentato nel corso del convegno dal titolo “Precarietà lavorativa: ipotesi di guida per la tutela dei diritti negati della donna lavoratrice” circa l’85% delle donne medico campane intervistate riesce a malapena a conciliare lavoro e vita privata. Inoltre sono donne che hanno 50 anni e che non possono contare su alcun aiuto […]

Secondo uno studio presentato nel corso del convegno dal titolo “Precarietà lavorativa: ipotesi di guida per la tutela dei diritti negati della donna lavoratrice” circa l’85% delle donne medico campane intervistate riesce a malapena a conciliare lavoro e vita privata. Inoltre sono donne che hanno 50 anni e che non possono contare su alcun aiuto concreto da parte delle istituzioni pubbliche. Tra le esigenze segnalate anche quella di creare asili nido aziendali per consentire la conciliazione dei tempi casa lavoro.

“Dalle indagini condotte – spiega Marlene Giugliano, Responsabile del Gruppo Donne Anaao Campania – abbiamo scoperto che addirittura il 24% delle iscritte Anaao vive questa difficoltà”.

Un tema molto caro al segretario regionale Anaao Bruno Zuccarelli. “Garantire pari opportunità alle donne – dice – è prima di tutto una questione di civiltà. La sanità campana purtroppo è strangolata da anni da tagli lineari e solo ora si inizia ad intravedere una via d’uscita. Per l’Anaao sostenere l’impegno e la professionalità dei medici è un impegno imprescindibile, ancor più quando questa professionalità è legata al contributo di valenti professioniste. Non è tollerabile che nel 2016 queste donne debbano ancora scegliere se seguire la passione per la professione medica o se costruire una famiglia”.

“Per far fronte a questa emergenza – dice Giugliano – è determinante arrivare al più presto allo sblocco del turnover e quindi alla stabilizzazione dei precari. Solo così si potrà adeguare le dotazioni organiche ai carichi di lavoro. E’ necessario anche garantire la sostituzione dei dirigenti durante il periodo di astensione obbligatoria per maternità o paternità (come avviene per gli insegnanti) e poi si dovrebbero applicare le norme già esistenti come la flessibilità oraria, tutoring ed accorpamento delle ore, adeguamento della normativa sul part-time. Per non parlare dell’esigenza di creare asili nido aziendali per consentire la conciliazione dei tempi casa lavoro”.

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