Mondo 19 maggio 2014

Medici europei in protesta, tolleranza zero verso i tagli alla sanità

Forte il messaggio nella Giornata d’Azione: “La spending review distruggerà i sistemi sanitari”

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I medici europei si mobilitano contro i tagli alla sanità. Giovedì scorso è infatti andata in scena la “giornata d’azione”, una protesta che ha riguardato i Paesi di tutto il continente e in cui si è alzato forte un messaggio molto chiaro: basta con questa politica di spending review generalizzata che hanno come esito quello di danneggiare irreparabilmente il servizio offerto dai vari sistemi sanitari e di mettere in pericolo la salute stessa dei cittadini.

La data scelta (il 15 maggio) precede di dieci giorni quella in cui i cittadini del vecchio continente andranno a votare per eleggere il nuovo Parlamento europeo. Ed è proprio in vista di una data così importante, che può avere pesantissime ripercussioni a livello di politica economico-sanitaria in tutti i Paesi membri, che i camici bianchi si sono dati appuntamento per tentare di fermare le politiche che “stanno distruggendo la sanità pubblica e la costringono ad un destino di povertà”.

La manifestazione è stata preceduta, qui in Italia, da un dibattito che ha avuto luogo il 13 maggio a Roma in cui si sono incontrati tutti i soggetti che, in un modo o nell’altro, vivono di – e nella – sanità: parliamo dunque non solo di politici e medici, ma anche di associazioni di categoria e di cittadini. Un insieme di voci che chiede di fermare i tagli lineari che stanno falcidiando il personale che lavora nel settore pubblico e che impediscono di fornire al cittadino un servizio all’altezza delle sue esigenze.

“In periodi di crisi economica e di malessere sociale – si può leggere nel manifesto della protesta – c’è una particolare necessità di aumentare la disponibilità di assistenza sanitaria di buona qualità per tutti i pazienti, al fine di salvaguardare cure mediche adeguate anche per coloro che non possono più permetterselo a causa delle difficoltà economiche”.

Ma non basta, perché nel mirino dei protagonisti della protesta c’erano anche le “pratiche di corruzione che coinvolgono le direzioni ospedaliere, i politici e l’industria” e che rappresentano una grande “minaccia per la sanità”. “Tolleranza zero nei confronti della corruzione”, dunque, perché non basta “garantire sufficienti risorse economiche”: la situazione sanitaria europea “non può migliorare se il denaro viene speso per fini diversi da quelli previsti”.

Tutto ciò senza dimenticare che, a causa della progressiva diminuzione dei budget riservati alla sanità pubblica in Europa, il personale risulta “insufficiente nella maggior parte degli stati membri dell’UE”, gli stipendi dei dipendenti “non sono proporzionati al loro lavoro” e il “continuo esodo di operatori sanitari all’estero in cerca di migliori condizioni di lavoro” rende ancora più pesante una carenza di medici “destinata ad aggravarsi nel prossimo futuro”. In tutto ciò, chi pagherà il prezzo più alto sono, come sempre, i cittadini.

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