Mondo 8 novembre 2016

Vince Trump, abrogazione per l’Obamacare? Ecco il programma del presidente

Trump sul podio del vincitore. Il nuovo presidente degli Stati Uniti sulla sanità: «Aboliremo la riforma di Obama e la sostituiremo con qualcosa di molto meglio…»

Immagine articolo

Siamo arrivati al termine della gara. Gli americani hanno votato il loro presidente e hanno scelto l’imprenditore, il personaggio televisivo e il politico statunitense. La battaglia Clinton-Trump, combattuta a colpi di scandali, rivelazioni e scheletri nell’armadio, è arrivata alla sua conclusione. I programmi elettorali dei due sfidanti alla Casa Bianca si sono contrapposti duramente durante tutto il corso della campagna elettorale. Il magnate repubblicano Donald Trump ha propugnato una visione politica protezionista sotto tutti i punti di vista, mirata a garantire agevolazioni fiscali e riduzioni per la classe media americana, diminuzione del debito e del deficit, aumento dei posti di lavoro e crescita economica. La democratica Hillary Clinton ha affiancato alla sua campagna elettorale slogan incentrati su equità sociale e diritti umani amalgamati ad un piano di promozione di agevolazioni per i piccoli imprenditori, semplificazione della burocrazia e accesso più semplice ai capitali.

Ma il campo di battaglia sul quale i due sfidanti si sono scontrati più duramente è stato quello della sanità per cui ognuno ha delineato idee ben precise. Il sistema sanitario degli Stati Uniti è molto complesso e da sempre al centro di aspre battaglie politiche. Attualmente il sistema si compone di una parte pubblica e di una privata. I programmi di cura sostenuti dai contribuenti, quindi parte del sistema pubblico, sono due: il Medicare, il programma sanitario per i cittadini over 65 anni e i disabili e il Medicaid per l’assistenza i meno abbienti. Per quanto riguarda invece il sistema privato, le assicurazioni sanitarie in genere vengono negoziate con il datore di lavoro che detrae le quote direttamente dallo stipendio. Obiettivo di Obama e del sua riforma sanitaria rinominata ‘Obamacare’, con cui vinse le elezioni nel 2008 e messa in atto in questi anni, è stato allargare i sussidi del Medicaid, gli sconti e i rimborsi sui farmaci del Medicare e la sanità universale per gli over 65. Inoltre il tentativo di eliminare gli sprechi della sanità pubblica e reinvestire miliardi di dollari per migliorarla è stato un altro obiettivo dichiarato dal presidente.

La democratica Clinton avrebbe proseguito l’attuazione della riforma voluta da Obama, mentre il repubblicano Trump ha dall’inizio della sua campagna, dichiarato con convinzione la sua totale abrogazione. Di base, entrambi i candidati propendevano per un effettivo sorpasso dell’Obamacare, ma la ex firstlady che da sempre si è proclamata erede delle politiche di Obama, voleva mantenere di base l’impostazione della riforma ammettendo però che necessita di aggiustamenti. Hillary avrebbe potenziato l’intervento pubblico, «l’assistenza sanitaria a prezzi accessibili è un diritto umano fondamentale» ha più volte spiegato annunciando la sua ferma volontà di sostenere il Medicare combattendo ogni tentativo di privatizzazione anzi, anticipando di 10 anni l’attuale età idonea. Inoltre la democratica sosteneva prezzi più bassi per la prescrizione di farmaci per gli anziani che ricevono Medicare, indennità e benefit della Social Security anche alle vedove e a coloro che sono fuori dal mercato del lavoro e infine reclamava la ferma opposizione agli sforzi repubblicani per aumentare l’età pensionabile. Il suo obiettivo era realizzare una politica sanitaria il più possibile universale, accessibile a tutti così da creare più concorrenza anche tra le polizze. Tuttavia l’Obamacare non sta andando secondo le previsioni e questo probabilmente ha rappresentato un bel problema per la candidata democratica che ha più volte dichiarato di voler proseguire il sentiero intrapreso dall’attuale presidente. Questa scelta effettivamente si è rivelata un boomerang, infatti, con l’Obamacare sono aumentati i cittadini coperti dalla mutua (con un contributo statale per i poveri), ma nella maggior parte dei casi si tratta di persone che non si sono curate per molto tempo e ora il loro quadro clinico risulta piuttosto impegnativo. Clienti dunque molto dispendiosi per le assicurazioni che hanno così visto crescere i costi ma non i ricavi e di conseguenza hanno aumentato le tariffe. Questo rischio, in effetti, era stato segnalato in passato dai conservatori contrapposti alle politiche di Obama e per Hillary ha rappresentato un fragile tallone di Achille.

Donald Trump invece ha fatto della sanità il suo cavallo di battaglia. Il questo campo infatti il vincitore delle Presidenziali è riuscito ad essere estremamente convincente e ha dichiarato più volte la sua volontà di abrogare l’Obamacare riuscendo ad ottenere il plauso di parte dell’opinione pubblica. Donald vuole liberalizzare e critica aspramente i costi elevati della riforma di Obama. «Abrogheremo il sistema – lo slogan della campagna del costruttore newyorkese – Sostituiremo Obamacare con qualcosa di molto meglio». Il suo piano è modificare la legge esistente che inibisce la vendita di assicurazioni sanitarie attraverso i confini di stato, permettere di dedurre integralmente dalle dichiarazioni dei redditi i pagamenti dei premi dell’assicurazione sanitaria con il sistema fiscale attuale. Consentire ai singoli cittadini di utilizzare gli Health Savings Accounts (HSA), un conto di risparmio per le spese mediche che permette ai consumatori di mettere da parte i soldi per la propria spesa sanitaria. Inoltre la trasparenza dei prezzi di tutti i fornitori di servizi sanitari, in particolare medici e organizzazioni sanitarie, come ospedali e cliniche, è un altro obiettivo del repubblicano insieme al trasferimento della concessione Medicaid ai singoli stati e non più a livello federale. Inoltre Trump propone la rimozione delle barriere d’accesso al libero mercato per i fornitori di farmaci che offrono prodotti sicuri, fidati e competitivi. Infine impone uno stop deciso all’assistenza sanitaria per gli immigrati irregolari, «se dovessimo rispettare semplicemente le leggi vigenti in materia di immigrazione e limitare la concessione sfrenata di visti a questo paese, potremmo alleviare il costo dell’assistenza sanitaria che preme sui governi statali e locali» ribadisce.

Articoli correlati
Fabrizio Frizzi: «Sulla salute non si scherza, ecco perché voglio medici aggiornati e voglio sapere tutto…»
Il popolare conduttore ai microfoni di Sanità Informazione parla del suo rapporto con la salute ed i camici bianchi: «Non sono ipocondriaco, ma sto attento ai segnali». Il racconto di quando donò il midollo osseo e la sua opinione sulla corretta informazione: «Tutti cerchiamo sul web, ma poi ci affidiamo ad un bravo medico»
Analisi OCSE: la fotografia della sanità in 29 Paesi
L’OCSE, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, ha pubblicato il risultato di una ricerca, dal titolo “Health Policy in Your Country”, che riassume in diverse schede la situazione della sanità in 29 Paesi, europei e non. Tra questi l’Italia, il cui sistema sanitario è definito di buona qualità e con buoni risultati, nonostante […]
Ticket sanitari, il Ministro Lorenzin incontra i Governatori delle Regioni per fare il punto
All’attenzione del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, la revisione del sistema dei ticket sanitari con l’idea di far pagare un pò di più alle persone più abbienti per garantire l’assistenza a tutti. Lo scrive il Corriere della Sera, spiegando che mercoledì 4 aprile il Ministro Lorenzin ne parlerà con i Governatori delle Regioni che appoggerebbero il […]
Nuovi LEA in Gazzetta, AAROI-EMAC: «La partoanalgesia rimane un diritto non esigibile»
L’AAROI-EMAC sottolinea senza mezzi termini quanto già manifestato più volte nel corso dell’iter legislativo compiuto dal DPCM, facendo presente che non è mai stato applicato quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni 2010, in base al quale, come ricordato dal DPCM, le Regioni, di concerto con il Ministero della Salute, avrebbero dovuto obbligatoriamente individuare i Punti Nascita ove […]
Tom Price, il ritratto del Ministro della Sanità all’epoca di Trump
Con 52 voti a favore e 47 contrari Tom Price è stato confermato alla direzione del Dipartimento della Sanità degli Stati Uniti d’America, dipartimento HHS (Health and Human Services). Dopo essere stato nominato da Donald Trump in qualità di Ministro della Salute il 29 novembre 2016, Price, il 10 febbraio 2017, ha visto confermato il […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Diritto

EX SPECIALIZZANDI – Accordo transattivo, Zanetti (Viceministro Economia): «Presto una soluzione»

Sempre più vicina la soluzione del lungo contenzioso tra Stato e camici bianchi sul rimborso degli anni di specializzazione. Brucia le tappe la discussione al Senato sul Ddl n°2400 che propone un ac...
Lavoro

Contratto dei medici: ecco le cifre e le date di un rinnovo in salita…

Dopo sette anni di stallo, è giunto il momento del rinnovo del contratto per medici e infermieri? È braccio di ferro tra sindacati e Governo sulle cifre
di Valentina Brazioli
Salute

È il fruttosio il killer dei nostri bambini. Nobili (Bambino Gesù): «Danni sul fegato. A 2 anni rischio obesità»

Uno studio dei ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù dimostra la correlazione tra consumo di alte quantità di fruttosio e sviluppo di malattie epatiche gravi. Valerio Nobili, specialis...