Mondo assicurativo 21 febbraio 2017

Dirigente sanitario pubblico citato in giudizio: ha diritto a difesa a cura del suo assicuratore?

Sono un cardiologo, direttore di dipartimento presso un’azienda sanitaria pubblica. Ho ricevuto direttamente una citazione da un paziente che lamenta di aver subito danni in occasione di un suo ricovero presso il mio reparto. Sono assicurato per la mia responsabilità civile con una polizza che non limita la copertura alla sola colpa grave ma la […]

di Ennio Profeta - Consulente SanitAssicura

Sono un cardiologo, direttore di dipartimento presso un’azienda sanitaria pubblica. Ho ricevuto direttamente una citazione da un paziente che lamenta di aver subito danni in occasione di un suo ricovero presso il mio reparto. Sono assicurato per la mia responsabilità civile con una polizza che non limita la copertura alla sola colpa grave ma la estende anche alle richieste di risarcimento presentate da terzi in sede civile. Ho preferito questa formula, pur non svolgendo attività libero professionale, in quanto interessato ad essere tutelato in maniera integrale. Ho avuto infatti conoscenza di esperienze di miei colleghi del SSN comunque condannati in un giudizio civile. Ho pertanto effettuato la mia denuncia alla compagnia di Assicurazione la quale mi ha risposto in maniera per me imprevedibile. L’Assicuratore afferma che, poiché io rispondo in quanto medico del SSN solo in caso di accertata colpa grave, non intende intervenire nel giudizio civile, riservandosi di far fronte al suo impegno contrattuale nel caso in cui la mia responsabilità per colpa grave fosse accertata. Questa risposta mi ha costretto ad affidare la causa ad un mio legale di fiducia con oneri a mio carico che mi verranno eventualmente rimborsati dalla mia azienda ospedaliera. Le chiedo se a parer suo la presa di posizione del mio assicuratore sia legalmente corretto e cosa possa fare io per costringerlo ad intervenire a mia tutela.

 

Nella mia unica qualità di consulente nell’area assicurativa non posso che limitare la mia risposta proprio a questa area. Orbene io credo che, dal punto di vista meramente formale, la risposta dell’Assicuratore sia legittima. In effetti la clausola/tipo recita pressappoco in questo modo:” nel caso in cui l’assicurato sia un medico del SSN la Compagnia si farà carico del sinistro solo in caso di accertata sua responsabilità per colpa grave”. Dal punto di vista sostanziale invece sarei tentato di affermare che la fattispecie realizza un illecito arricchimento per l’Assicuratore. Esso percepisce un premio superiore per una prestazione prevista nel contratto ma che non sarà mai chiamato a prestare (la difesa in sede civile). La posizione dell’Assicuratore rimane ancor più debole in quanto certamente il diritto alla difesa per l’assicurato si è maturato essendosi realizzato il sinistro così come definito dalla polizza, cioè “la denuncia di sinistro presentata da un terzo tramite la citazione”.

La questione si fa ancora iniqua ove in pratica accade ogni giorno che i pazienti citino i medici del SSN in giudizio e che i giudici li condannino. In altre parole sembra che il paziente  sia un soggetto   estraneo al rapporto tra Medico del SSN e Pubblica Amministrazione, in forza del quale il primo risponde soltanto in caso di colpa grave; tutto ciò nonostante il fatto che è proprio una legge dello stato a regolamentare la limitazione di responsabilità del medico pubblico. Ma ora, nonostante il mio impegno a non farlo, sto uscendo dal tema assicurativo. Rientrando nella mia area termino con un suggerimento per Lei e un altro per l’Assicuratore. A Lei suggerisco di chiamare in giudizio il suo Assicuratore in forza della polizza di responsabilità professionale sottoscritta con lo stesso. All’Assicuratore invece suggerisco di regolamentare in maniera più trasparente ed equa le condizioni dei suoi contratti.

 

 

 

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