Medicina tradizionale cinese in Italia: un ponte dall’Oriente all’Occidente in 2mila anni di storia

L’intervista a Wang Xiaopin, Direttrice del Dipartimento di Cooperazione Internazionale di Hong Kong dello State Administration of Traditional Chinese Medicine

Una disciplina olistica basata sull’equilibrio energetico: è la Medicina tradizionale cinese che in Oriente vanta ben 2mila anni di storia. Da circa un secolo questa disciplina è arrivata in occidente ed è negli ultimi dieci anni circa che sta prendendo considerevolmente piede.

«La medicina cinese è una disciplina davvero molto ampia» spiega ai microfoni di Sanità Informazione, Wang Xiaopin, Direttrice del Dipartimento di Cooperazione Internazionale di Hong Kong dello State Administration of Traditional Chinese Medicine.  «Una branca che comprende varie terapie tra cui per esempio l’agopuntura, attualmente molto richiesta non solo in Oriente ma anche in Occidente – prosegue in occasione dell’incontro organizzato alla Sapienza di Roma ‘Vent’anni di formazione in agopuntura e fitoterapia’ -. Inoltre, ad avere un buon riscontro a livello globale, sono anche altre tecniche che rientrano nella classifica della medicina cinese, come la fitoterapia (che utilizza piante ed estratti di vegetali) ed i massaggi che hanno un ruolo fondamentale. Attualmente se devo fare una stima, la medicina cinese è diffusa e ben radicata in almeno 20 paesi del mondo».

«Negli ultimi anni la medicina tradizionale cinese sta  ottenendo una grande risposta dai paesi occidentali, questo perché i pazienti ne fanno richiesta e vogliono ricorrere a questo tipo  di trattamenti».

«In questa ottica – prosegue Wang Xiaopin – chiaramente la formazione dei medici è assolutamente fondamentale. Infatti ci sono delle regole, dei pilastri da dover apprendere per esercitare questo tipo di tecnica e l’unico modo per sapere è studiare, formarsi. La Cina incoraggia questo tipo di educazione perché la medicina cinese è un bene prezioso ma i medici devono saperla applicare nel modo più corretto e cosciente. Di questo passo – conclude – mi auguro che la medicina tradizionale cinese ben presto possa rientrare tra le prestazioni previste dal Sistema Sanitario Nazionale di vari paesi».

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