Lavoro 12 luglio 2016

Turni massacranti: quando il medico ospedaliero è solo…

Medici sempre più stremati dalla mancanza di riposo. I Dg e le ASL sono dalla loro parte, ma alcuni fanno muro e non trasmettono i tabulati degli orari. I legali Consulcesi: «Pronti a denunciare per omissione d’atti d’ufficio». CIMO in pressing, Cassi: «Subito assunzioni e pieno appoggio ai ricorsi»

Sale operatorie chiuse, interventi rinviati a data da destinarsi, liste d’attese sempre più lunghe. L’estate rende ancora più rovente la situazione negli ospedali di tutta Italia. Ma la voglia di superare questo momentaccio è tanta. Ancora oggi, laddove si applica la Legge 161 che dal novembre dello scorso anno vieta i turni massacranti, come già prevedeva la direttiva europea 2003/88 (rimasta inapplicata in Italia per sette lunghi anni…), non si riesce a garantire il servizio richiesto ai cittadini e si produce, di conseguenza, un allungamento all’infinito delle liste d’attesa. Dove, invece, il rispetto delle normative resta un optional, il personale sanitario è allo stremo delle forze per via degli orari no-stop che non tengono minimamente conto del limite imposto dalla legge delle 11 ore di riposo tra un turno e l’altro.

E mentre nella stragrande maggioranza dei casi medici e Direttori Generali lottano fianco a fianco per cercare di offrire ai cittadini un servizio di qualità, accade – per fortuna in rari casi – che gli stessi Direttori neghino ai camici bianchi alle prese con i turni massacranti, i tabulati degli orari di servizio, utili per avviare contenziosi con lo Stato – e non contro la propria Azienda sanitaria – in modo da ottenere i rimborsi. Una situazione che ha portato il gruppo Consulcesi a preparare denunce alla Procura della Repubblica nei confronti di quei Dg per omissione d’atti d’ufficio. «Una vicenda assurda – commentano da Consulcesi Group –. Alcuni Direttori Generali pensano di essere nella sceneggiatura della nuova serie di “Gomorra”… Ma non ci fermeremo alla denuncia: siamo pronti con l’aiuto dei medici a creare una ‘black list’ di quei pochi Dg che impediscono ai medici di accedere ai rimborsi avviando azioni contro lo Stato».

Una problematica che va, quindi, ad acuire una situazione già estremamente delicata e che impone un rapido intervento attraverso le assunzioni, come si sottolinea anche da Cimo-  il principale sindacato di riferimento dei medici ospedalieri – attraverso il Presidente nazionale Riccardo Cassi: «C’è assolutamente la necessità d’intervenire con lo sblocco sul turnover. Poniamo un caso concreto: quello dei turni di guardia notturna. Non possono certo avere lo stesso effetto su un trentenne o su un collega che ha tra i 45 ed i 60 anni. Tutto questo, ovviamente, senza tener conto dei mancati riposi che tendono a creare ulteriori difficoltà ai medici più in avanti con gli anni. Quindi bisogna fare spazio ai giovani all’interno degli ospedali al più presto possibile perché imparino, perché si formino e perché scoprano la realtà dei turni di guardia notturna. Inoltre – aggiunge Cassi – , a mio avviso, un medico specialista affermato di 55-60 anni potrebbe essere più utile ad abbattere le liste d’attesa che a fare i turni di guardia». Davanti ai numerosi ricorsi già avviati, la posizione di Cimo, che come tanti altri OMCeO e sindacati ha convenzionato i propri iscritti con Consulcesi, è chiara: «Come sindacato abbiamo stipulato una convenzione per fornire ai nostri iscritti lo strumento per fare ricorso. D’altra parte c’è comunque la necessità di assumere nuovo personale. Del resto le due cose non sono in contraddizione».

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