Lavoro 3 aprile 2018

Retribuzione, Irpef, contributi e assicurazione: ecco quanto perdono gli MMG in formazione. E scattano i ricorsi

La mappa delle disparità di trattamento che gli MMG subiscono da 25 anni nella specializzazione. Scattata un’azione legale collettiva per ottenere rimborsi fino a 150mila euro

Immagine articolo

La preoccupante escalation di aggressioni e la “crisi di vocazione” (testimoniata dal calo di richieste per l’accesso alle scuole di formazione) sono solo la punta dell’iceberg – più mediaticamente visibile – delle palesi difficoltà dei medici di Medicina Generale. Numericamente sempre più in difficoltà nel rispondere alle richieste di assistenza, i medici di famiglia devono fare i conti con gli effetti dell’imbuto formativo e con un ricambio generazionale reso ancora più complicato dalla disparità di trattamento economico, fiscale e assicurativo che subiscono tutti gli MMG durante la formazione post laurea. Il pool di legali di Consulcesi si è già attivato presso i Tribunali di tutta Italia per rivendicare il loro diritto sancito da direttive Ue, non correttamente recepite e attuate.

LEGGI ANCHE: «RITARDI E PENALIZZAZIONI, NO A ITALIA SENZA MEDICI» PARLA NOEMI LOPES (FIMMG GIOVANI)

Il Corso di formazione specifica in Medicina Generale è stato, infatti, previsto con la legge 30/07/1990 n. 212, in attuazione della direttiva n. 86/457/CEE ed è un titolo necessario per svolgere l’attività di Medico Chirurgo di Medicina Generale. I partecipanti al corso percepiscono una borsa di studio pari a quella prevista per gli specializzandi con il D.lgs n. 257/91 (11.603 euro circa all’anno: D.M. 7 marzo 2006).

Il pool di legali di Consulcesi definisce la questione come trattamento discriminatorio rispetto ai colleghi specializzandi. Nello specifico le principali differenze sono le seguenti: gli specialisti (a partire dall’anno accademico 2006/2007) ricevono una retribuzione annua di circa 26mila euro, sono esentati dal pagamento dell’IRPEF, non sostengono gli oneri assicurativi per i rischi professionali e godono di contributi versati per ogni anno di specializzazione. I medici di medicina generale, al contrario, sono borsisti e ricevono circa 11mila euro l’anno con una modalità vecchia di vent’anni, senza l’adeguamento del 2006 che è stato riservato alle borse destinate agli specializzandi; pagano l’IRPEF sulla borsa già tassata, che in tal modo assume valenza di reddito percepito, senza però godere del calcolo del triennio di specializzazione ai fini pensionistici e, infine, pagano i contributi e provvedono a proprio carico alla copertura assicurativa per i rischi professionali.

Le migliaia di medici di Medicina Generale che dal ’93 subiscono un trattamento differente, potranno decidere di adire le vie legali con Consulcesi che chiederà un risarcimento a titolo forfettario che può arrivare fino a  50mila euro per ogni anno di specializzazione. Una somma comprensiva di: differenza retributiva tra la borsa di studio percepita e quella presa dai medici in formazione specialistica a partire dall’anno 2006/2007; tassazione IRPEF non dovuta; contributi e costi sostenuti per l’assicurazione.

«Come successo per i colleghi medici del periodo 78-2006 a cui i Tribunali continuano a riconoscere il diritto negato, ora siamo in campo per far sì che venga cancellata anche la disparità di trattamento che riguarda migliaia di medici di Medicina Generale», affermano da Consulcesi, che annuncia anche la nuova azione collettiva riservata ai medici di famiglia penalizzati dallo Stato. A disposizione 1000 consulenti contattabili gratuitamente attraverso il sito www.consulcesi.it e il numero 800.122.777.

LEGGI ANCHE: MEDICINA GENERALE, FIRMATO ACN: ARRETRATI DA 4MILA A 9MILA EURO. FIMMG: «SIAMO RIFERIMENTO PER SALUTE CITTADINI»

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

 

Articoli correlati
Smi-Lazio, aggressioni medici: «Serve reporting tempestivo degli episodi di violenza da parte delle aziende»
Sono in continua escalation le segnalazioni di aggressioni verbali o fisiche nei confronti dei medici in servizio nelle strutture sanitarie pubbliche del Lazio. E i numeri parlano chiaro: secondo l’Inail lo scorso anno, nel Lazio, sono stati 150 i casi di aggressione a medici, infermieri e operatori socio-sanitari. Senza contare gli eventi di intimidazione, minacce […]
Clownterapia, Andrea Tudisco Onlus: perché una casa e un sorriso sono come una medicina
I Clown Dottori della Onlus Andrea Tudisco operano nei reparti pediatrici e specialistici degli ospedali romani. Il loro compito? Sdrammatizzare le pratiche sanitarie e trasformare paura, rabbia e tristezza in fiducia e speranza
Aggressioni medici, Prefettura Crotone: «Aumenterà la vigilanza»
«L’ospedale di Crotone sarà oggetto di costante vigilanza, anche tenuto conto dell’importante afflusso di turisti per il periodo estivo. In particolare l’area esterna sarà presidiata con frequenti controlli da parte delle forze dell’ordine mentre i reparti dell’ospedale e il pronto soccorso saranno monitorati con maggiore intensità dal personale di vigilanza privata, soprattutto nella fascia serale». […]
Militari nei pronto soccorso. Fsi-Usae: «Positiva proposta del Ministro Grillo ma non risolutiva»
«Riteniamo positiva la proposta del ministro della Salute, Giulia Grillo, di impegnare le Forze Armate per il controllo degli ospedali, ovvio non sarà una soluzione risolutiva, è indispensabile la reintroduzione di posti di polizia nei pronti soccorsi degli ospedali come abbiamo detto più volte, ma non è l’unica soluzione che può fermare il fenomeno delle aggressioni a infermieri e medici, sono soprattutto […]
Carenza medici in GB: dopo la Brexit la formazione potrebbe essere più breve
Le regole europee impongono agli aspiranti medici un percorso formativo di almeno cinque anni. Una volta che la Gran Bretagna se ne sarà liberata con la Brexit, potrà decidere di accorciare il periodo di formazione necessario per poter esercitare la professione. Sarebbe questa, secondo quanto riportato dal Telegraph, una delle possibili soluzioni cui il Regno […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Formazione

ECM, dal 2019 scattano i controlli. Anelli (FNOMCeO): «Valuteremo inadempienze». Coletto (Agenas): «Stop a ‘infiltrati’, serve verifica»

È a metà strada il triennio ECM 2017-2019: in aumento il numero di medici e operatori in regola, ma rimangono molti camici bianchi inadempienti. Controlli dal 2019. INTERVISTE AD ANELLI (FNOMCEO) E ...
Salute

Aggressioni al personale sanitario, Flori Degrassi (Asl Roma 2): «Operatori in trincea, minacciati anche con pistole»

«Abbiamo dovuto mettere le barriere al Pronto soccorso del Pertini ma l’interfono ostacola il rapporto tra paziente e operatore sanitario. E, nel nostro lavoro, la comunicazione è fondamentale», ...
Lavoro

Tasse e contributi, come non sbagliare la dichiarazione. La guida completa alla compilazione del Modello D

Entro il 31 luglio i camici bianchi che hanno svolto attività libero professionale nel 2017 devono compilare nell’area riservata Enpam il Modello D. Ecco come scegliere le aliquote, come calcolare ...