Lavoro 12 luglio 2017

Responsabilità professionale, Fineschi (“La Sapienza”): «Nuova normativa ha fatto maturare il sistema»

Limiti ai risarcimenti per i professionisti sanitari e un fondo di garanzia per i pazienti. La Legge Gelli-Bianco ha rivoluzionato la gestione del rischio, la sicurezza delle cure e gli obblighi assicurativi. Pietro Di Tosto, Consigliere Segretario dell’Ordine degli avvocati di Roma: «Certezze per un settore che non ne aveva»

«Medici con maggiori garanzie economiche, avvocati con più certezze normative e pazienti tutelati dal Fondo di Garanzia in via di attuazione. La Legge Gelli-Bianco rivoluziona il settore e soddisfa tutti». Lo dichiara Pietro Di Tosto, Consigliere Segretario dell’Ordine degli avvocati di Roma parlando della riforma sulla Responsabilità Professionale in occasione del convegno “Le novità introdotte dalla Legge 24/2017 Gelli”, organizzato da Sapienza, Ordine avvocati Roma, studio legale Quorum e Consulcesi & Partners. «Si tratta di un appuntamento molto importante – conferma ai nostri microfoni Vittorio Fineschi, Professore Ordinario di Medicina Legale La Sapienza – visto che l’Ordine degli avvocati ha aderito in maniera così massiccia, visto anche il livello dei relatori. Cosa cambia con questa legge? Siamo già a circa 3 mesi dall’introduzione di questa normativa e quel che cambia innanzitutto è la mentalità. I medici – spiega Fineschi – stanno lentamente recependo tutte le disposizioni e gli avvocati stanno assimilando un nuovo modo di gestire le pratiche nel contenzioso sanitario. Tutto ciò ci sta portando ad una maturazione del sistema che può solo far bene, visto il livello dove eravamo giunti».

 

In attesa dei decreti attuativi che definiranno in via conclusiva la forma della Legge, il Consigliere conferma che «un cambiamento c’è già stato e, dal punto di vista legale, noi addetti ai lavori siamo soddisfatti. Ancor più della nostra categoria, lo sono i professionisti sanitari». Il perché? «Prima di tutto – prosegue Di Tosto –, la Legge Gelli-Bianco riordina un settore dove c’era una estrema confusione. Attualmente, con la legge in vigore, un medico responsabile di aver causato dei danni ad un paziente ha anche la certezza di quello che potrà essere il limite del risarcimento che dovrà versare alla struttura sanitaria». Non è cosa da poco, commenta Di Tosto, infatti «la norma prevede che si debba versare un risarcimento fino al triplo (massimo) di quello che è lo stipendio lordo annuo. Questa novità riordina il settore medico e fornisce delle certezze che prima non c’erano. Per esempio, prima della Legge, l’entità di una polizza assicurativa o di eventuali costi connessi era assolutamente incerta».

«Tuttavia – prosegue – si tratta anche di una norma di equilibrio: la Legge favorisce il settore medico ma allo stesso tempo tutela i danneggiati. Poter citare direttamente la compagnia assicuratrice e l’obbligo di assicurazione per tutte le strutture sanitarie è, infatti, una certezza per tutte le parti coinvolte».

«Inoltre, una norma molto importante è la previsione del fondo di garanzia». Tale Fondo, in attesa di decreto attuativo, andrà a tutelare i pazienti e il loro diritto al risarcimento anche quando i massimali assicurativi dovessero essere di importo inferiore rispetto all’ammontare del danno o, peggio ancora, quando il paziente non è assicurato. «Aspettiamo il decreto atteso entro il 31 luglio – conclude Di Tosto – però una norma che tuteli il danneggiato nell’ipotesi in cui ci sia una copertura assicurativa, credo che sia un segnale di civiltà a garanzia dedicato al paziente».

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