Lavoro 26 agosto 2014

Rc professionale medica: scattato l’obbligo, ma è caos

E la colpa grave resta uno spauracchio per tutti

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La Rc professionale è (finalmente) legge. Proprio alla vigilia dell’entrata in vigore – rispettata, stavolta,  la data del 14 agosto –  attraverso un decreto ad hoc, sono stati esentati i medici del servizio sanitario pubblico, anche se solo in parte, lasciando fuori i casi di “colpa grave”. Ma non è l’unica criticità.

Insieme alla clausola della postuma decennale e la creazione del Fondo rischi, che rappresentano ancora delle incognite, ci sono soprattutto  quasi 200mila camici bianchi, quelli che operano nel privato, che devono adeguarsi. La lunga serie di rinvii e le modifiche apportate al testo della legge hanno, infatti, inevitabilmente generato una forte confusione. Confusione che è addirittura aumentata, perchè dal 16 agosto è scaduto l’obbligo di stipulare polizze per le Asl: questo significa che il professionista può ritrovarsi con le spalle scoperte e dunque viene meno il presupposto della tranquillità, garanzia fondamentale per camici bianchi e pazienti.

“Riguardo le diversificazioni tra categorie, queste hanno creato oltre che confusione anche perplessità e ovviamente polemiche” sostiene Simona Gori, direttore generale di SanitAssicura, realtà che offre consulenza assicurativa supportando i camici bianchi nella scelta della polizza migliore in un quadro normativo ancora non ben delineato. “Resta peraltro la spada di Damocle della colpa grave, dalla quale non sono esenti neppure i dipendenti del Ssn – continua la Gori -. Si tratta di un aspetto che non può essere sottovalutato e che contribuirà, inevitabilmente, a “non consentire” ai professionisti della sanità di poter operare in un adeguato contesto di serenità”. Una situazione che mette a rischio anche i pazienti e che impone di trovare rapidamente una soluzione. Senza voler sfuggire all’obbligo appare in ogni caso necessario che istituzioni, compagnie assicurative e professionisti proseguano sulla strada del confronto e collaborino per far sì che si possa applicare la legge, superando le attuali difficoltà.

Ma quali sono le prime mosse da fare e che ruolo giocheranno le compagnie assicurative? “Sappiamo che otto medici su dieci vengono denunciati almeno una volta nell’arco della loro carriera professionale, ma le statistiche confermano che la percentuale di condanne è bassissima” – spiega Simona Gori – . Ci sono categorie particolarmente esposte, considerate maggiormente a rischio, ma ci sono anche migliaia di medici che cercano la soluzione migliore facendo i conti con premi altissimi e clausole, che spesso nascondono trappole e insidie”. “SanitAssicura – conclude la Gori –  offre l’opportunità di districarsi in questa selva con una consulenza personalizzata che offre garanzie a 360 gradi ai camici bianchi”.

Per informazioni, SanitAssicura mette a disposizione il numero verde 800.088.788 .

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