Lavoro 17 marzo 2014

Medicina legale e diritto alla salute, da Roma nuove linee guida per la politica

Responsabilità professionale al centro del dibattito nazionale. Lorenzin: “Tutelare i diritti di medici e pazienti”

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Torna d’attualità il problema della responsabilità professionale medica. È stato il tema principale del convegno “Il ruolo della medicina legale tra tutela del diritto alla salute, assicurabilità del sistema e sicurezza sociale”, svoltosi a Roma tra mercoledì e venerdì della scorsa settimana. All’evento, organizzato da Professional & Partners Group in collaborazione con l’Università  Sapienza, hanno partecipato i principali esponenti del mondo medico ed istituzionale italiano.

Un momento di confronto su medicina difensiva, assicurazioni e denunce verso ospedali e camici bianchi. Temi molto sentiti in questo momento da tutta la categoria medica, ma che hanno pesanti e costose ripercussioni anche sui pazienti e cittadini italiani.
Il nodo centrale del dibattito – curato dal Direttore Generale di Professional & Partners Group, Raffaele Gerbi – è stato quello del contenzioso medico-legale, aumentato negli ultimi 15 anni in maniera esponenziale: “I costi della medicina difensiva – spiega il Senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, membro della Commissione Igiene e Sanità – ammontano a 15 miliardi. Sono soldi spesi inutilmente perché i processi che subiscono i medici si chiudono nel 95% circa dei casi con una assoluzione”.
In sostanza, i camici bianchi, per paura di essere chiamati in giudizio per un presunto errore e di doverne rispondere penalmente, fanno sottoporre i propri pazienti a controlli non necessari “solo per evitare – afferma Luigi Frati, Rettore dell’Università Sapienza – che un giudice gli possa in futuro chiedere perché non ha fatto ricorso a tutti quei controlli e a tutte quelle tecniche che la medicina gli mette a disposizione”.
“Si tratta – fa invece notare Adelchi D’Ippolito, Consigliere giuridico del Ministro della Salute – di un argomento delicato che il Ministero segue con straordinaria attenzione”. E difatti il ministro Lorenzin ricorda che con il decreto 158 del 2012 è stato fatto il primo passo “per dare una risposta sia ai pazienti, di cui bisogna tutelare e rafforzare il diritto alle cure, sia ai medici, che vanno tutelati nell’esercizio della professione”.
L’aumento del contenzioso ha inoltre spinto le compagnie assicuratrici a far lievitare notevolmente il prezzo delle polizze, arrivando a vette del 600%. E se è vero che, come afferma Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma, “è un diritto per ogni cittadino potersi assicurare per far fronte agli eventuali infortuni”, è altrettanto vero che “ciò deve valere anche per gli operatori del settore, che devono essere tutelati dagli errori che possono commettere”.
Il tema della responsabilità legale è, in ambito medico, fondamentale. Lo sa bene Massimo Tortorella, Presidente onorario di Consulcesi, la più grande Associazione italiana di medici, e tra le principali in Europa, che conta più di 50mila Associati: “Per tutelare i professionisti sanitari – spiega Tortorella – abbiamo stipulato una convenzione con SanitAssicura, un’azienda leader di mercato che non fa brokeraggio ma cerca quali sono le polizze migliori da proporre al mondo medico e sanitario a seconda del tipo di specializzazione, proteggendo i camici bianchi dalle polizze capestro”.

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