Lavoro 7 settembre 2017

Legge Gelli, arriva circolare dei magistrati

Federico Gelli, relatore della riforma della Responsabilità Professionale in sanità, rivela ai nostri microfoni che a breve «il CSM invierà ai Tribunali di tutta Italia indicazioni su come organizzare i collegi peritali per pronunciarsi sulle richieste di risarcimento»

Dopo la politica, che ha di recente riformato la Responsabilità Professionale in sanità con la Legge Gelli, è il momento della magistratura. Il CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) a breve invierà «ai Tribunali e ai relativi presidenti di tutta Italia specifiche indicazioni su come organizzare i collegi peritali», previsti proprio dalla Legge Gelli, in modo da «qualificare il lavoro della perizia e dei collegi nel pronunciarsi rispetto ad una richiesta di risarcimento».

Lo rivela in anteprima ai nostri microfoni proprio l’Onorevole Federico Gelli, relatore della Legge e autore, insieme agli avvocati Maurizio Hazan e Daniela Zorzit, del libro “La nuova responsabilità sanitaria e la sua assicurazione. Commento sistematico alla Legge Gelli”, presentato ieri alla festa del PD a Firenze. Si tratta di un nuovo, grande passo verso la completa applicazione della riforma approvata definitivamente il 28 febbraio scorso, e che ha alimentato, stando a quanto confermato da Gelli, «una nuova stagione ed un nuovo dibattito tra tutti gli attori del sistema».

«La pienezza dell’applicazione della legge – spiega ancora Gelli ai nostri microfoni – non è legata solo ed esclusivamente ai decreti attuativi, che comunque devono arrivare in tempi brevi dopo i due già approvati nel mese di agosto dal Ministero della Salute. A breve – continua l’onorevole – ci sarà anche l’approvazione dei quattro decreti relativi al Ministero per lo Sviluppo Economico, che si occupano prevalentemente della parte assicurativa». Ma prima, come detto, la circolare del CSM: «Io credo che questo sia il percorso giusto, e spero soprattutto che questa legge abbia rotto quella campana di vetro che si era venuta a creare sul tema della sicurezza delle cure e del rischio professionale. È durata troppi anni ed era diventata insopportabile».

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