Lavoro 29 settembre 2015

Ex specializzandi: «La soluzione è sul tavolo dell’Economia»

Intervista a Claudio Moscardelli, Commissione Finanze e Tesoro del Senato: «Vanno riconosciuti i diritti dei medici. Via XX Settembre sta studiando la risposta più adeguata in tempi brevi» 

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La soluzione è sul tavolo del ministero dell’Economia». Sulla questione degli ex specializzandi ’82 – 2006 le istituzioni, finalmente, non restano più a guardare.


Complice la Cassazione, che con la sentenza 17434/2015 del 2 settembre, ha aperto un nuovo fronte ampliando il bacino dei potenziali ricorrenti anche a chi ha iniziato la scuola post-laurea prima del 1983. L’esborso totale per lo Stato, già superiore ai 4 miliardi, rischia di aumentare ulteriormente. Un accordo transattivo – previsto da tre Ddl attualmente in Parlamento – valido solo per chi avrà fatto precedentemente ricorso, è sempre più vicino. Sete di giustizia: un richiamo a cui la politica non vuole e non può più restare indifferente. Ai microfoni di Sanità informazione lo ha confermato il senatore Claudio Moscardelli, membro della Commissione Finanze e Tesoro.

Il tema dei medici ex specializzandi che continuano a fare ricorso è caldo: tre disegni di legge al momento per una questione che sembra non trovare l’attenzione del governo per un accordo transattivo…
«Il governo si sta adoperando per trovare una soluzione. Si è sofferta una estrema lentezza, a livello legislativo, di adeguamento alle direttive europee sulla corresponsione dei rimborsi per i medici ex specializzandi. La responsabilità di rimediare, insieme alla recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha riconosciuto la prescrizione decennale garantendo maggiormente i soggetti interessati, impongono una maggiore sensibilità al governo nel cercare una soluzione. Una soluzione che contemperi il riconoscimento concreto dei diritti di chi ha prestato la propria opera e la propria attività, già sanciti dalle direttive europee prima e delle sentenze della Corte poi, con le disponibilità di bilancio dello Stato. Il Mef è già all’opera, valutando l’impatto economico di una soluzione soddisfacente per gli ex specializzandi, e credo che a breve avanzerà una proposta».

La sentenza della Cassazione che ha esteso la possibilità di fare ricorso anche ai medici specializzatisi prima del 1982 fa rischiare un esborso di ulteriori miliardi alle casse dello Stato. Il ministero della Salute ha dichiarato che il governo sta andando in questa direzione, in un lavoro congiunto col MEF…
«Avevo segnalato quest’elemento ai rappresentanti del governo al MEF con cui sono in contatto, ma loro, naturalmente, ne erano già consapevoli, e già al lavoro per trovare una soluzione. Quanto prima i medici avranno finalmente una giusta risposta alle loro attese».

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