Lavoro 3 ottobre 2017

Ex specializzandi: 62 milioni di euro di rimborsi. Ma arriva la prescrizione…

Lavra (OMCeO Roma): «Felice per i colleghi rimborsati, Consulcesi patriottica». Andrea Tortorella (Ad Consulcesi): «Cifra emblematica, consigliamo a tutti i camici bianchi di muoversi prima della prescrizione»

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Nuovo rimborso record per i medici che si sono specializzati tra il 1978 ed il 2006. La violazione delle direttive Ue in materia (75/362/CEE, 75/363/CEE e 82/76/CEE) stavolta costa oltre 62 milioni di euro allo Stato, condannato a risarcire – in virtù delle ultime sentenze – 2062 medici in tutta Italia. Consulcesi, da oltre 20 anni in prima linea a tutela dei diritti dei professionisti della sanità, ha consegnato assegni per un totale di 9 milioni e 975mila euro suddivisi tra 285 ex specializzandi di tutto il Lazio. A Roma, presso la “Sala Aldo Moro” di via Campo Marzio, a poche centinaia di metri dal Parlamento, il traguardo raggiunto da numerosi medici ingiustamente penalizzati dallo Stato italiano nel momento della formazione post-laurea non solo con la negazione del corretto trattamento economico ma soprattutto per il mancato riconoscimento di quei diritti e quello status professionale di tutti i colleghi degli altri Paesi Ue. Proprio per questo il momento del rimborso assume un forte valore simbolico per gli ex specializzandi, che ricordando le fatiche associate al periodo di studio e lavoro dell’epoca, possono vivere un autentico momento di rivalsa rispetto alle ingiustizie subite.

Insieme al sentito tema delle borse di studio negate agli ex specializzandi, il confronto, moderato dal giornalista di La7 e di Radio24 – Il Sole 24 Ore, David Parenzo, grazie al supporto del network legale Consulcesi & Partners, ha affrontato le principali problematiche lavorative che gli operatori sanitari sono costretti ad affrontare costantemente e che minano la tenuta del Servizio sanitario nazionale: turni massacranti, blocco del turnover, imbuto formativo e accesso alla professione. In questo senso, significativo il contributo del Presidente dell’OMCeO di Roma, Giuseppe Lavra: «Consulcesi continua ad ottenere successi sulla vicenda degli ex specializzandi e per questo il suo interessamento è senz’altro da apprezzare così come l’impegno, che definirei “patriottico”, per il Ddl 2400. Mentre mi rallegro per i colleghi che raggiungono questo traguardo – prosegue il Presidente Lavra – non posso non pensare ai giovani medici ed in particolare all’attuale caso delle Scuole di specializzazione: ogni anno si laureano circa 9mila medici che hanno già superato l’ostacolo del numero chiuso per l’accesso alla facoltà di medicina; di questi, solo metà otterrà la borsa di specializzazione, gli altri resteranno in un limbo assurdo e illogico. E il pericolo è serio, perché nei prossimi 10 anni dovranno essere rimpiazzati 60mila medici: considerando che sono 130mila i camici bianchi attivi nel Servizio sanitario nazionale, stiamo parlando di quasi la metà del personale che rischia di non essere sostituito».

All’evento hanno partecipato anche esponenti del Parlamento, nello specifico i senatori Luigi D’Ambrosio Lettieri e Guido Viceconte, entrambi firmatari del Ddl 2400 che propone l’accordo transattivo che mira a bloccare l’emorragia di denaro pubblico, inevitabilmente destinato ad aggravarsi in virtù delle numerose e crescenti sentenze che confermano il netto orientamento della giurisprudenza a favore dei ricorrenti: per le casse dello Stato, si stima un esborso complessivo superiore ai 5 miliardi di euro. Infatti, sono ormai anni che il team legale di Consulcesi ottiene vittorie per gli ex specializzandi, ai quali ha già fatto riconoscere oltre 530 milioni di euro.

«Grazie al network legale Consulcesi & Partners – afferma Andrea Tortorella, Amministratore Delegato di Consulcesi – tuteliamo i camici bianchi attraverso una visione internazionale e prospettica delle problematiche legate alla loro professione. Da molto tempo richiamiamo l’attenzione delle istituzioni alla ricerca di una soluzione politica della vicenda degli ex specializzandi, che sembrava potesse essere proprio quella proposta attraverso il Ddl 2400. Purtroppo, da questo fronte non arrivano buone notizie e il diritto di migliaia di medici specialisti è messo a rischio dall’imminente scadenza dei termini prescrittivi. Sebbene i nostri legali – spiega ancora l’Ad Tortorella – ritengano che in assenza di una norma attuativa, secondo i principi stabiliti dalla Cassazione, i termini di prescrizione non inizino a decorrere, invitiamo i medici specialisti a tutelarsi per far valere il diritto al rimborso, già riconosciuto a migliaia di colleghi. Per farlo è possibile seguire due strade: avviare l’azione legale o produrre un atto interruttivo, ovvero una diffida, nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri competenti. È necessario, comunque, attivarsi entro il 10 ottobre a causa dei tempi tecnici della presentazione dell’istanza. A disposizione mille consulenti che rispondono al numero verde 800.122.777 e direttamente sul sito internet www.consulcesi.it».

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