Diritto 26 maggio 2015

Un dramma chiamato responsabilità professionale

Intervista a Pierpaolo Vargiu, presidente Commissione Affari Sociali della Camera: «Un testo di legge che metta ordine a materia che crea problemi legati alla medicina difensiva attiva e passiva»

Immagine articolo

Troppe responsabilità e poche garanzie. Il medico italiano è sempre più vittima del caos assicurativo che regna sovrano in Italia oramai da troppi anni.

Di proposte di legge per regolamentare una  volta per tutte una materia così complessa ce ne sono tante. Alla commissione Affari Sociali della Camera si sta infatti lavorando alla messa a punto di un testo unico che raggruppi le diverse sensibilità. Sanità informazione ha chiesto a Pier Paolo Vargiu, presidente della Commissione, a che punto è lo stato dei lavori.

Onorevole Vargiu, è in preparazione un testo unico ovvero una legge quadro sulla Rc professionale, chiesta da più parti. E’ un momento importante in Commissione Affari Sociali…

«Io credo che il tema del rischio clinico e della responsabilità professionale sia un vero e proprio dramma che consuma una quantità di risorse immensa e che sta creando i problemi legati alla medicina difensiva – attiva e passiva – che ben conosciamo. E’ un argomento complesso ma credo che la Commissione stia lavorando bene: è quasi pronto il testo che esce dal comitato ristretto. Non mi aspetto che venga approvato in quattro e quattr’otto, tuttavia è certamente un passo importante e decisivo per arrivare ad un ragionamento comune su una questione che non può più essere rimandata».

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha sollecitato la legge quadro sottolineandone l’importanza. Tante le realtà coinvolte tra cui i medici ospedalieri: proprio Cimo di recente ha rimarcato quanto questo testo sia il benvenuto. L’auspicio è che possa trovare delle soluzioni definitive che accontentino tutti.

«Accontentare tutti sarà difficile, quel che è certo è che bisogna agire nell’interesse del paziente. Capisco che medici ed operatori sanitari siano più sensibili al problema, ma la soluzione che noi troviamo è fondamentalmente una risposta ai problemi del paziente. Ogni anno vengono sprecati dai 10 ai 12 miliardi di euro che non vengono utilizzati per la buona medicina. Quand’è così il danno è evidentemente del paziente. Di conseguenza il problema del rischio clinico e della Rc è fondamentalmente suo, del cittadino, e proprio per questo dobbiamo risolverlo in fretta».

Articoli correlati
Biotestamento, Federico Gelli (Pd): «Fondamentale per costruire alleanza terapeutica. Obiezione di coscienza forse inutile»
«Non c’è terapia che possa essere efficace senza piena condivisione tra medico e paziente» così il Responsabile Sanità del Partito Democratico e relatore alla Camera del provvedimento sul consenso informato
Frittelli (Federsanità ANCI): «È tempo di una nuova riforma del sistema sanitario»
La Presidente commenta anche il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario, evidenziando la necessità di ricomporre la frattura creatasi tra medici e cittadini. Si dice infine preoccupata per il ritardo nell’adozione dei decreti mancanti per attuare la legge sulla responsabilità professionale
Responsabilità professionale, Gelli: «La Legge 24/17 ha costruito un ponte tra diritto e sanità»
«La Legge ha ottenuto un ottimo riscontro anche in altri Paesi. C'è chi vuole trarre esempio dall’Italia e districare la questione». Così l'ex deputato al convengo in Cassazione
Il medico è responsabile per l’omessa o incompleta informazione anche se il paziente era consapevole delle conseguenze della terapia?
La Corte di Cassazione con la sentenza 7516 del 27 marzo 2018 ha specificato che il medico non può astenersi dall’informare un paziente anche quando quest’ultimo abbia le conoscenze mediche necessarie per conoscere i rischi di una terapia (nel caso di specie si trattava di un’infermiera che svolgeva le sue mansioni proprio nel reparto dell’ospedale […]
Legge Gelli, parla il chirurgo: «Valutare caso per caso, a volte il rischio è necessario»
In attesa dei decreti attuativi, il punto di vista del professor Valentino Valentini, chirurgo Maxillo-Facciale: «Quello che viene definito ‘errore’, spesso è un tentativo di salvare la vita del paziente»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Dal corso MMG a Montecitorio, la storia di Rosa Menga (M5S): «Noi medici di famiglia portavoce dei pazienti in Parlamento»

È uno dei più giovani parlamentari della XVIII Legislatura e frequenta il corso di formazione in medicina generale: «Serve una visione meno ospedalocentrica dell’assistenza sanitaria. Telemedina ...
Diritto

Consenso informato, l’avvocato Pittella: «Per medico meno responsabilità civile o penale»

«I giudici in caso di contenzioso chiedono al paziente se è stato correttamente informato. Ma come si fa a saperlo? Un video, un audio, un consenso scritto in presenza dei testimoni? Questo è quell...
Formazione

Numero chiuso, 800 posti in più a Medicina. Gaudio (Sapienza): «Necessari per far fronte a carenza medici»

Saranno 9779 gli aspiranti camici bianchi che potranno immatricolarsi in autunno. Comunicate anche le date dei test: si inizia il 4 settembre con Medicina e Odontoiatria, il 5 con Veterinaria, il 12 s...