Diritto 22 luglio 2014

Obbligo di POS: il Governo studia le contromisure strada facendo

Aperto un tavolo al MISE per affrontare le criticità emerse. Le nuove tecnologie restano la soluzione per arginare i costi

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Il Governo corre ai ripari dopo la partenza con il freno a mano tirato della nuova legge che impone ai professionisti, compresi i medici, di accettare pagamenti attraverso POS per importi superiori ai 30 euro.

Scattato l’obbligo sono stati in pochi ad adeguarsi e, pur volendo concedere un periodo di tolleranza, è sembrato subito necessario affinare la norma nei punti più incerti. Tra questi, senza ombra di dubbio, c’è la mancanza di sanzioni previste per i trasgressori. La questione è stata al centro del primo degli appuntamenti scadenzati al MISE dal ministro Federica Guidi che ha messo allo stesso tavolo Tesoro, Bankitalia, Abi e Consorzio Bancomat. Dopo un primo incontro sostanzialmente interlocutorio, ci si è dati appuntamento per il martedì 22 luglio. Non proprio casualmente la Confcommercio, proprio in concomitanza con il vertice al Ministero, ha diffuso una nota in cui ha bocciato la misura definendola “una stangata per negozi e artigiani, capace di mangiare oltre il 3% dei ricavi”.

Un motivo in più per verificare e discutere le criticità della materia, ma  l’obiettivo del tavolo ministeriale resta quello di condividere un percorso comune in grado da un lato colmare il forte ritardo, rispetto agli altri Paesi europei, che l’Italia registra nell’uso della moneta elettronica e, dall’altro, condurre ad una riduzione dei costi associati a questa modalità di pagamento, attivando economie di scala, efficientamenti e maggiore concorrenzialità.  Secondo le stime di Bankitalia in Italia le carte bancomat sono 44,2 milioni, a fronte di 1,5 milioni di POS gestiti dal sistema bancario e 53 mila da BancoPoste, ma nel frattempo i progressi delle nuove tecnologie hanno dimostrato di poter portare risultati rilevanti anche in questo ambito. Comparando le offerte già sul mercato sono proprio i prodotti, legati all’utilizzo di device mobili e che sfruttano l’indiscutibile potenza e funzionalità delle App, a poter garantire servizi di facile fruizione ed a costi decisamente contenuti. Proprio quello che, in fondo, chiedono i professionisti.

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