Diritto 24 marzo 2015

La nuova rivoluzione francese porta il camice bianco: medici in piazza contro la riforma “ghigliottina”

Il ministro Touraine copia il presidente americano Obama per estendere la copertura sanitaria, ma viene travolta dalle critiche per i tagli ed il nuovo sistema del terzo pagante

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Aumentare il numero delle persone tutelate dal sistema sanitario, riducendo la spesa governativa per la sanità. Si basa su questi punti la riforma voluta dal presidente Francois Hollande e portata avanti dal ministro della Salute Marisol Touraine che ha fatto scendere in piazza i medici francesi, in aperta rivolta contro il nuovo piano sanitario del governo transalpino.

Un piano simile – per certi versi -all’ “Obamacare”, mantenendo chiaramente una netta differenza di fondo con un sistema, quello statunitense, incentrato su una economia sanitaria liberista. Ci sono, ad ogni modo, punti di contatto tra la riforma sanitaria francese e l’ambiziosa rivoluzione copernicana sanitaria iniziata nel 2010 dal presidente degli Stati Uniti. Un’innovazione – in campo sanitario – portata avanti nonostante le polemiche dell’opinione pubblica e le forti resistenze dei repubblicani da Barack Obama. Dopo aver incassato tante critiche solo negli ultimi mesi il progetto di Obama ha trovato conforto dai numeri: oltre 16 milioni di americani ora hanno la copertura sanitaria. Va tenuto in considerazione, però, che la Corte Suprema sta facendo delle verifiche; secondo una parte della stampa questo potrebbe portare ad esiti definiti “catastrofici” gli stessi media.  Per il momento, ad ogni modo, si tratta solo una eventualità.

Sono invece concrete le preoccupazioni degli operatori sanitari francesi: circa 40mila tra medici, dentisti e infermieri hanno protestato nei giorni scorsi a Parigi, tra Place Denfert-Rochereau e la sede del Ministero, con lo slogan “Tutti uniti per la salute di domani”. Tra le misure più controverse del progetto di legge, quella della cosiddetta generalizzazione del ‘tiers payant’ (il “terzo pagante”) entro il 2017. In sostanza, il paziente non dovrà  più anticipare il costo della visita, ma il medico verrà direttamente rimborsato dalle assicurazioni o dall’ente previdenziale. La riforma, ideata per allargare la base delle persone che hanno accesso alle cure mediche, rischia di mandare in crisi gli ambulatori. I medici infatti, non protestano contro l’allargamento della platea di persone curate, ma contro il metodo adottato e, soprattutto, contro i tagli. Il governo vorrebbe infatti ridurre di due miliardi il bilancio degli ospedali fino al 2017. Secondo gli operatori sanitari il venir meno di risorse potrebbe, però, rendere più complicato fronteggiare una platea sempre più vasta di pazienti: donne in gravidanza, persone affette da malattie a lungo termine o malattie professionali, e quindi 15 milioni di persone con la necessità di assistenza, non dovranno infatti prima pagare tickets, compartecipazioni o cost sharing; il professionista sarà rimborsato direttamente dalle diverse forme di mutualità complementare di cui i cittadini francesi beneficiano.

Il ministro Touraine, pur affermando di “non voler fare la riforma senza i medici”, ha parlato di una “misura di progresso  perché promuove l’accesso alle cure”. Questo non basta a tranquillizzare i medici francesi, preoccupati che la proposta di legge possa essere un duro colpo per l’attività libero-professionale ma anche creare un sistema mutualistico instabile, senza sottovalutare il rischio di veder allungare i tempi  dei rimborsi dallo Stato “terzo pagante” con l’incognita della percentuale effettivamente risarcita. Come in Italia – dove il “terzo pagante” che si sostituisce nel pagamento dei costi delle cure e può essere una assicurazione, una mutua privata o infine il SSN – anche in Francia esiste infatti l’esenzione per le fasce di reddito più basse e viene dunque contestata anche la matrice sociale della riforma.

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