Lavoro 31 ottobre 2017

Ddl Lorenzin: la sanità si divide. Fnomceo: «Occasione mancata». Il sì dell’AIFA: «Ora Italia allineata ad altri Paesi»

Pareri contrastanti sull’approvazione a Montecitorio della riforma delle professioni sanitarie voluta dal Ministro della Salute. Si attende la voce di Palazzo Madama che si pronuncerà entro dicembre

Ultimo giro di boa per il Ddl Lorenzin sulle professioni sanitarie che dopo il disco verde alla Camera passa in Senato dove verrà votato definitivamente dopo la Legge di Bilancio. La manovra che porta il nome del Ministro che l’ha fortemente voluta, ha come obiettivo quello di normare e armonizzare un sistema che non viene alterato da circa 70 anni. Il testo che è passato a Montecitorio con 215 voti a favore, 114 contrari e 39 astenuti, prevede una gamma di interventi ad hoc su sperimentazioni cliniche, riordino della disciplina degli ordini, esercizio abusivo della professione, nuove garanzie, diritti e tutele.

Una riforma lontana dalle aspettative, sostiene la Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri: «La Camera dei Deputati ha tentato di apportare dei correttivi a un testo completamente stravolto in Commissione Affari sociali della Camera rispetto a quanto era stato licenziato in Senato, e sufficientemente condiviso – prosegue la Federazione -. Tali correttivi non mutano tuttavia la ratio né la sostanza del provvedimento, molto lontane da una vera riforma degli Ordini, attesa e auspicata da medici e cittadini».

Dello stesso parere è la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani che definisce la manovra «un’occasione mancata». «Non è questa una riforma all’altezza della storia degli Ordini delle professioni sanitarie ma, probabilmente, dopo una legislatura all’insegna della svalutazione di tutti i corpi intermedi della società, non era lecito aspettarsi un esito differente» spiega il Segretario della Fofi, Maurizio Pace. Insoddisfatto dell’approvazione anche Anaao Assomed che definisce la riforma «una manovra nata in una travagliata navetta tra i due rami del Parlamento, nella tenaglia tra il populismo ostile ai corpi intermedi e l’ossessione di normare fino ai più minuti dettagli, al di fuori di una idea di sanità e di professione che rispetti, anche in un contesto sociale profondamente cambiato, il ruolo di chi, come medici, è chiamato a garantire la esigibilità di un diritto fondamentale come la salute dei cittadini».

Un grande risultato invece per Paola Sciomachen, Presidente del ROI – Registro degli Osteopati d’Italia, per cui «la manovra è un altro importante risultato verso il riconoscimento della professione sanitaria. La strada per il riconoscimento è ancora lunga e impegnativa. Continuiamo a lavorare perché, anche in Italia, come negli altri Paesi d’Europa, l’osteopatia abbia la propria autonomia e identità».

«Una svolta storica per tutte le professioni sanitarie» commenta Maria Vicario, Presidente della Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche  che aggiunge «manca solo il traguardo finale e poi finalmente il Ddl Lorenzin sarà approvato anche dal Senato nel testo che, a meno di sorprese, sarà lo stesso di quello licenziato dalla Camera. La Federazione dei Collegi delle Ostetriche non può che dichiararsi soddisfatta per questo importante passo».

Lo stesso entusiasmo anche da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) che per bocca del Direttore Generale Mario Melazzini commenta l’approvazione: «È un’ottima notizia per il mondo della sanità e della ricerca. Il provvedimento introduce delle novità fondamentali, attese da anni, che hanno il merito di allineare il Paese con il resto d’Europa e con le realtà più avanzate a livello mondiale in materia di sperimentazioni cliniche» conclude Melazzini.

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