Lavoro 25 ottobre 2017

Ddl Lorenzin, si sblocca alla Camera la riforma degli ordini: ora la parola al Senato

L’aula della Camera ha approvato il ddl Lorenzin. I voti favorevoli sono stati 215, 114 i contrari, 39 gli astenuti. Il provvedimento, che contiene anche norme su la sperimentazione dei farmaci, tornerà al Senato.

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Disco verde alla Camera per Ddl Lorenzin. I voti favorevoli sono stati 215, 114 i contrari, 39 gli astenuti. Il provvedimento, che contiene anche norme su la sperimentazione dei farmaci, tornerà al Senato.Intanto le norme sulla riforma degli ordini delle professioni sanitarie sono state approvate grazie a un pugno di emendamenti espressi dalla maggioranza che addolciscono le misure volte a garantire il ricambio generazionale per la rappresentanza degli ordini.

Da segnalare l’emendamento che consente al Presidente di un albo professionale (quando gli iscritti superano le 50mila unità) di chiedere al Ministero della Salute di istituire un nuovo ordine che assume il nome della professione sanitaria svolta.

«Più democrazia negli Ordini, grandi passi avanti per la ricerca e la sperimentazione clinica. Da relatore del provvedimento e Presidente della Commissione Affari Sociali, ho lavorato per creare una legge aperta – ha sottolineato Mario Marazziti, padre adottivo del Ddl Lorenzin – invece di una legge chiusa: non due o tre o quattro nuove professioni, ma al contrario una nuova procedura che innova le stratificazioni avvenute nei decenni e la legge del 2006, che non è sembrata funzionare appieno. Quasi mezzo milione di medici e molti altri professionisti potranno beneficiare di questi cambiamenti, che nulla tolgono all’autonomia professionale, ma indicano la strada per maggiore trasparenza e partecipazione. E’ una riforma che permette tempi certi per presentare anche dal basso le proprie istanze, frutto di quella politica che torna ad essere sé stessa: sintesi e capacità di indirizzo, non potere al servizio della lobby più forte al momento. La salute si aiuta così».

LEGGI ANCHE: DDL LORENZIN: LA COMMISSIONE AFFARI SOCIALI DELLA CAMERA CHIUDE I LAVORI

«Con l’approvazione del Ddl Lorenzin abbiamo raggiunto un traguardo fondamentale per il progetto di riforma del nostro sistema sanitario voluto dalla maggioranza e da questo Governo che coinvolgerà oltre un milione di professionisti». Lo afferma il Responsabile Sanità del Pd Federico Gelli. «Grazie a questo provvedimento abbiamo inserito regole nuove e moderne in grado di semplificare il sistema sulla sperimentazione clinica dei medicinali, accelerando i tempi nelle procedure di
autorizzazione, prevedendo la realizzazione di una banca dati aperta e consultabile sia per ricercatori che per gli utenti. Abbiamo previsto un maggiore coinvolgimento delle associazione dei pazienti e un riordino e riduzione del numero dei comitati etici che passeranno dagli oltre 100 a 40. Questa norma riallinea il nostro Paese al resto d’Europa, tornando competitivi in un mercato che ci vede leader mondiali per export e produzioni di farmaci secondi solo alla Germania. Vengono introdotte inoltre nuove regole per le professioni sanitarie, sia attraverso una valutazione tecnica per regolarne l’accesso, sia attraverso l’introduzione di nuovi criteri oggettivi con una risposta in tempi certi da parte del Ministero alle domande che potranno essere fatte anche dalle organizzazioni di rappresentanza. Finalmente si introducono norme, più stringenti e incisive, contro l’esercizio abusivo delle professioni e abbiamo previsto l’aggravante per chi compie reati nei confronti di pazienti ricoverati in strutture sociosanitarie. Per la prima volta definiamo nuove regole nel sistema degli ordini professionali. Un intervento necessario che va aldilà delle futili accuse del M5s, su organismi che, vogliamo ricordarlo, non hanno mai percepito alcun finanziamento pubblico. Grazie a questo provvedimento sarà maggiormente garantita la terzietà e la trasparenza nelle procedure elettorali per il rinnovo degli organi con possibilità di voto telematico per incentivare la partecipazione, con un limite di 2 mandati per il presidente dell’Ordine. Viene introdotto un quorum di validità per le assemblee per favorire una più ampia partecipazione e un ricambio generazionale. Viene inserito l’obbligo di avvalersi di un revisore dei conti esterno iscritto all’albo dei revisori legali. Finalmente – conclude Gelli – dopo un’attesa durata oltre 70 anni, i collegi degli infermieri vengono trasformati in Ordine coinvolgendo oltre 430 mila professionisti in tutta Italia accreditando una professione chiave per l’intero sistema sanitario»..

«Si affronta – dichiara Paola Binetti, deputata Udc – il complesso tema del riordino delle professioni sanitarie e finalmente si istituiscono quella dell’osteopata e del chiropratico, prendendo atto che sono già milioni gli italiani che vi fanno ricorso, in assenza, almeno finora, di una qualsiasi garanzia per il paziente. E poi si concentra sulla dirigenza sanitaria del ministero della Salute: vero punto di snodo dell’intero sistema sanitario nazionale. È solo con una governance del sistema sanitario più efficiente che la complessità degli obiettivi in capo al ministero della salute potrà raggiungere il suo scopo specifico».

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