Lavoro 15 febbraio 2018

Comparto Sanità, Conferenza Regioni chiude l’Atto di indirizzo integrativo. L’apprezzamento dei sindacati

Le Regioni hanno trovato 360 milioni di euro in più per il rinnovo del contratto del comparto. «Lo sforzo profuso per il reperimento delle risorse mancanti è positivo» commentano FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, che adesso attendono la convocazione dell’Aran

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Il Comitato di Settore Regioni-Sanità ha concluso il lavoro sull’atto di indirizzo integrativo per il comparto sanità. Il documento, con l’aggiornamento del quadro finanziario per il rinnovo contrattuale, è stato già inviato al Governo, per la prevista procedura, e all’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni. Sono 360 i milioni di euro che le Regioni hanno trovato e che si aggiungono alle risorse già a regime per il 2018, ossia 1,4 miliardi. 

«Un risultato importantissimo – ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini -. Dopo nove anni si è alle ultimissime battute per la chiusura dei contratti per il personale della sanità e delle Regioni». Il Presidente ha quindi sottolineato l’intenso lavoro svolto negli ultimi giorni in questa direzione dal Comitato di Settore Regioni-Sanità, presieduto da Massimo Garavaglia.

«Siamo arrivati a questo punto – ha specificato – grazie al ruolo e al senso di responsabilità dimostrato dalle Regioni che, nonostante il mancato incremento di apposite risorse per il Fondo Sanitario Nazionale, hanno ritenuto comunque importante l’aggiornamento del quadro finanziario per il rinnovo contrattuale dei livelli del comparto sanità, alla luce di quanto previsto dalla Legge di Bilancio».

«Ora mi auguro che il Governo possa dare il proprio nullaosta nelle prossime ore per fare in modo che l’ARAN convochi in tempi rapidissimi le Organizzazioni sindacali. I lavoratori della sanità e delle Regioni non possono più aspettare. È doveroso – ha concluso Bonaccini – che le Istituzioni, tutte le Istituzioni, rispondano celermente».

Immediata la reazione delle sigle sindacali: in una nota congiunta, FP CGIL, CISL FP e UIL FPL esprimono «apprezzamento per l’uscita dell’atto di indirizzo integrativo da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome che, a questo punto, completa il quadro delle risorse necessarie per poter proseguire nella trattativa e giungere al rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro degli operatori della Sanità pubblica».

«Lo sforzo profuso per il reperimento delle risorse mancanti è positivo – proseguono i Segretari Sorrentino, Petriccioli e Librandi – e sottolinea come sia stata davvero importante la mobilitazione del 5 febbraio scorso. È la prova che è possibile raggiungere risultati importanti, in maniera pragmatica, senza per questo dover danneggiare gli operatori sanitari chiamandoli ad uno sciopero che, ad oggi, con le risorse stanziate e la trattativa che sta entrando nel vivo, appare francamente non condivisibile e strumentale».

«Ora basta tergiversare – concludono -. Attendiamo una convocazione immediata da parte dell’Aran, affinché la trattativa possa proseguire celermente per giungere ad un rinnovo che le lavoratrici, i lavoratori e i professionisti sanitari tutti aspettano da tanti, troppi anni».

Massimo Garavaglia, Presidente del comitato di settore Regioni-Sanità, ha infine sottolineato che nelle prossime settimane dovrà essere raggiunto un accordo anche per il settore dei dirigenti sanitari e la medicina convenzionata. 

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