Lavoro 5 ottobre 2017

Anelli (Fimmg): «Ricambio generazionale e università per i medici di famiglia del futuro»

«Nel prossimo futuro i medici non ci saranno più. Necessario accelerare l’ingresso di nuovi medici nel SSN». L’intervista a Filippo Anelli, vicesegretario della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, in congresso a Cagliari

di Ciro Imperato - Inviato a Chia (Cagliari)

Carenza di medici, formazione e contratto. Sono questi gli aspetti approfonditi da Filippo Anelli, vicesegretario Fimmg e Presidente dell’Omceo di Bari, ai microfoni di Sanità Informazione in occasione del 74° Congresso Nazionale della Federazione Italiana Medici di Famiglia in corso a Cagliari.

Presidente, dopo l’intervento del Segretario Scotti e la risposta del Ministro Lorenzin, qual è la sintesi della giornata?

«Il Segretario Silvestro Scotti ha riproposto sostanzialmente i temi principali della Medicina Generale, ma soprattutto ha sottolineato aspetti drammatici come quello della violenza sui “medici della notte”, come li ha definiti lui. Altro elemento preoccupante è la difficoltà del ricambio generazionale, che in futuro determinerà una carenza importante di personale medico. Il Ministro ha risposto con degli impegni ben precisi dicendo che all’interno dell’agenda di Governo c’è la soluzione a questi problemi; allora bene le parole, ma aspettiamo di vedere i fatti».

LEGGI L’INTERVISTA AL SEGRETARIO SILVESTRO SCOTTI

LEGGI L’INTERVENTO DEL SEGRETARIO AL CONGRESSO FIMMG

A proposito di fatti, riguardo la carenza di medici un tema importante è quello della formazione, elemento che nel suo programma occupa un capitolo molto importante.

«Assolutamente sì, perché la formazione rappresenta non solo la preparazione dei giovani medici, ma anche la qualità del servizio. Su questo bisogna dire che è in atto un tavolo che si è insediato al Ministero, voluto dalla Fnomceo, per regolamentare anche un coinvolgimento dell’università all’interno del sistema della formazione della medicina generale. Noi siamo convinti che tutto il percorso fatto finora sia un percorso virtuoso che va assolutamente preservato, ma per renderlo ancora più efficiente va sicuramente aggiunto l’expertise delle università».

Presidente, qual è lo stato dell’arte del contratto? Ma soprattutto, che cosa vi aspettate concretamente?

«Noi ci aspettiamo un contratto in tempi brevissimi su alcune tematiche che sono essenziali: l’accesso, su cui si possono fare anche delle riforme senza costi, accelerando l’ingresso dei nuovi medici senza fare grandi discorsi; liberalizzare il sistema e quindi ridurre il più possibile le incompatibilità che oggi vincolano molti degli aspetti della medicina generale ma anche della formazione; infine, una riorganizzazione del sistema che guardi soprattutto alla gestione della cronicità. Non sono molte le cose da modificare, in realtà sono pochissime ma che diventano significative in un momento di grande cambiamento. Sarà poi il nuovo governo ad affrontare, come ha detto il Segretario Scotti, l’investimento sul territorio, con un’agenda diversa da quella della contrattazione».

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