Formazione 19 dicembre 2016

ECM, scatta la proroga: ma sarà valida solo per chi ha 75 crediti

Formazione obbligatoria, le novità per il nuovo triennio. Ecco tutto quello che si rischia senza la certificazione: provvedimenti demandati agli Ordini, perdita di chance per carriera e scatti contrattuali e persino il rischio sulla malpractice…

Concesso un anno di tempo per mettersi in regola con la formazione obbligatoria del triennio 2014-206 ma solo per chi al 31 dicembre 2016 avrà conseguito almeno 75 crediti ECM. Lo rende noto la Commissione Nazionale per la Formazione Continua che ha deliberato in tal senso nella riunione del 13 dicembre scorso.

Dunque per i camici bianchi ancora tutto il 2017 per formarsi e mettersi in pari con i 150 crediti richiesti dall’obbligo formativo. La proroga permette di acquisire sino al 50% del punteggio complessivo (75 crediti al netto di riduzioni o esoneri). Inoltre, la Commissione ha fissato i nuovi criteri per l’assegnazione dei crediti agli eventi da parte dei provider la cui offerta formativa è estremamente ampia e articolata come nel caso del Provider ECM 2506 Sanità in-Formazione che offre eventi ECM sia FAD che residenziali su misura per i medici.

Anche per il triennio 2017-2019 saranno 150 i crediti da maturare, fatti salvi esoneri, esenzioni, ed eventuali altre riduzioni ma per chi si è dimostrato virtuoso sono previsti meccanismi premianti: la Commissione ha infatti previsto una riduzione di 15 crediti per  i sanitari che abbiano soddisfatto il proprio dossier  formativo individuale,  alla quale si sommano uno “sconto” di 30 crediti per coloro che abbiano acquisito tra 121 e 150 crediti o di 15 crediti per un punteggio tra 80 e 120.

Sulle novità del triennio in arrivo, le eventuali sanzioni ed esenzioni è servito a fare chiarezza il recente appuntamento a Roma, dove si è svolto il convegno nazionale “Le professioni sanitarie ed il sistema ECM tra presente e futuro”. Un decisivo momento di confronto tra operatori sanitari e provider con il Consorzio Cogeaps (gestisce i crediti di tutte e 30 le professioni sanitarie), il Ministero della Salute, la FNOMCeO, gli Ordini professionali e la Commissione Nazionale ECM: in sostanza tutti i principali protagonisti dell’Educazione Continua in Medicina.

Nell’occasione è stato fatto il punto della situazione e sono state annunciate le novità per il triennio 2017-2019 (ECM, cosa cambia dal 2017. Bovenga: «Ecco dossier formativo e bonus per i virtuosi»), ma anche ribadito che l’obbligo formativo non risponde solo alla deontologia. Con un chiaro riferimento alla legge 148/2011 è stato ricordato, infatti, che le sanzioni per chi non si aggiorna esistono e sono demandante agli Ordini.

Un altro significativo capitolo è stato dedicato alla certificazione ECM, requisito fondamentale per retribuzione, carriera e per trovare impieghi. Il raggiungimento degli obiettivi posti dall’obbligo formativo determina, infatti, gli scatti contrattuali dopo 5 e 15 anni oltre alla selezione e la valutazione dei dirigenti di strutture complesse. Ma non solo. Chi non è in regola rischia, infatti, l’estromissione dall’Albo dei Medici Competenti e di non poter ricoprire determinati incarichi in Enti pubblici e nel privato accreditato. In conclusione, dunque, chi non si aggiorna può veder sfumare opportunità a livello professionale oltre a poter esser sanzionato. Cosa, quest’ultima, che ha già dei precedenti. Del caso dei competenti estromessi dall’Albo se ne è parlato a lungo, persino in Parlamento, ed è stato necessario ricorrere ad una prorogatio al 2017 per evitare di continuare a svuotare quell’Albo e consentire ai medici di mettersi in regola per non avere ulteriori ripercussioni economiche e professionali, considerando che qualcuno ha perso il lavoro ed altri ancora numerosi incarichi.

Ma ci sono anche altre situazioni che hanno avuto una cassa di risonanza minore, ma che restano spie da non sottovalutare per l’aggiornamento professionale. Si registrano, infatti, casi di medici sospesi e ci sarebbe persino un provvedimento legato ad una denuncia per malpractice. Un OMCeO sarebbe stato costretto a rivelare la situazione di inadempienza ECM di un professionista su richiesta dell’avvocato di un paziente che aveva citato in giudizio il professionista, ritenendo di essere stato danneggiato nel corso di un intervento.

Ecco perché, dunque, queste sono diventate ore decisive per tanti medici per totalizzare i crediti richiesti dal programma di Educazione Continua in Medicina con la FAD (Formazione a distanza) che continua a riscuotere un gran successo tra gli operatori sanitari per la fruibilità e la qualità dei corsi proposti. Per approfondire tutti questi temi e le novità per il nuovo triennio ECM 2017-2019 il sito Co.Ge.A.P.S. ha realizzato un utilissimo vademecum.

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