Giovani 11 ottobre 2016

Il patto intergenerazionale varca i confini: aderiscono anche AMSI e Uniti X Unire

Formazione e tutele legali gratis per due anni ai giovani medici. Foad Aodi, Presidente delle associazioni di riferimento dei medici di origine straniera, plaude all’iniziativa di Consulcesi rivolta agli Under35: «Con questo nuovo accordo ci saranno nuovi posti di lavoro, più integrazione e maggior formazione»

Due anni di tutele e formazione gratis anche per i medici Under 35 di origine straniera. È il frutto dell’accordo firmato tra AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia) e Uniti X Unire con Consulcesi Group. Una stipula che mira a garantire ai camici bianchi più giovani tutti gli strumenti necessari per svolgere nel modo migliore la professione e che ha già raccolto tantissime adesioni da parte di OMCeO, Sindacati e Associazioni scientifiche. Sono decine, infatti, gli accordi simili che il Gruppo leader nella tutela dei camici bianchi in Italia e all’estero ha stretto con i principali enti punto di riferimento dei professionisti della sanità, con l’unico obiettivo di venire incontro alle richieste ricevute da migliaia di giovani medici che continuano a trovare diverse difficoltà nell’affermarsi professionalmente. Sanità Informazione ha intervistato il Presidente di AMSI E Uniti X Unire, Foad Aodi.

«È un momento critico a livello mondiale per quanto riguarda l’occupazione e la fuga dei cervelli. Noi stiamo combattendo quest’ultimo problema in tutti e due i sensi, sia invitando i nostri intellettuali a non lasciare i nostri Paesi d’origine, sia facendo in modo che i cervelli italiani non debbano scappare. Detto questo, il progetto può essere davvero un fattore determinante nella creazione di nuovi posti di lavoro, per aumentare l’aggiornamento professionale e l’integrazione tra i professionisti di diversa origine, religione e cultura, ma uniti nell’anima e nello spirito per servire il nostro Paese, che è l’Italia. Abbiamo 17mila medici di origine straniera, 50% uomini e 50% donne. La percentuale di medici di origine straniera purtroppo negli ultimi 5 anni è diminuita, per vari motivi. Gli studenti di origine straniera non vengono più in Italia, come avveniva invece qualche tempo fa. Chi viene si laurea qui in Italia, ma rimane solo il 40%. Il resto torna nei Paesi d’origine. Siamo certi che sia giusto aiutare i giovani medici, siano essi italiani o stranieri, ad entrare nel mondo del lavoro e qualificare maggiormente il Servizio sanitario italiano, che è uno dei sistemi più apprezzati nel mondo. Non a caso dall’Arabia Saudita e da tanti altri Paesi c’è una grandissima richiesta di professionisti sanitari italiani».

 

Ed è per questo che tante realtà, tante società scientifiche, tanti ordini dei medici in tutta Italia stanno proprio offrendo ai propri iscritti questa importante spinta attraverso l’accordo con il gruppo Consulcesi.

«Certamente. Dal canto nostro provvederemo ad informare i nostri medici Under 35 di questa opportunità. Lo faremo anche indirettamente, informando i genitori che, dopo essere venuti in Italia a studiare e lavorare tra gli anni ’60 e ’80, sono rimasti qui, hanno preso la cittadinanza italiana e hanno fatto figli che, a loro volta, vivono qui e studiano medicina. Questa è un’occasione anche per i padri per fare ai propri figli un regalo importante, grazie ad una collaborazione con un gruppo che dà servizi concreti. Non possiamo guardare ad una sanità qualificata senza vedere quali sono le criticità, altrimenti rimangono solo parole o titoli di giornale. Noi, come in questo caso, vogliamo dare proposte concrete».

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