21 settembre 2016

Meningite, il caso di Bebe Vio

Cosa unisce Paralimpiadi, vaccini e meningite? La fotografia. O meglio, un progetto fotografico, realizzato da Anne Geddes per la campagna di GSK “Win for meningitis”, per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della vaccinazione per sconfiggere una malattia che ogni anno colpisce oltre mille persone in Italia e 500mila nel mondo, con tassi di mortalità che vanno […]

Cosa unisce Paralimpiadi, vaccini e meningite? La fotografia. O meglio, un progetto fotografico, realizzato da Anne Geddes per la campagna di GSK “Win for meningitis”, per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della vaccinazione per sconfiggere una malattia che ogni anno colpisce oltre mille persone in Italia e 500mila nel mondo, con tassi di mortalità che vanno dall’8 al 14% e superano il 50 nei casi in cui non vengano prestate cure adeguate.

I protagonisti del progetto sono alcuni tra i migliori atleti che si sono esibiti durante le Paralimpiadi appena terminate in Brasile. Sulle loro gambe, bambini provenienti da ogni angolo del mondo. I bambini sono tra le principali vittime dei batteri e virus che provocano la meningite.

Tra gli atleti fotografati c’è anche Bebe Vio, la 19enne atleta italiana colpita proprio da meningite nel 2008, quando di anni ne aveva solo 11. A causa della malattia le furono amputate sia gli avambracci che le gambe, ma questo non le ha impedito di vincere l’oro olimpico nel fioretto a Rio de Janeiro.

  • bebe vio
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