Formazione 2 dicembre 2014

OMCeO d’Europa, un italiano alla guida 

La FAD tra i temi caldi: “La qualità è fondamentale, ma per far rispettare l’obbligo meglio un sistema premiale che sanzionatorio”

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Responsabilità professionale, formazione, eHealth. Sono tra le principali tematiche che affronta il CEOM, il Consiglio Europeo degli Ordini di Medici. E lo farà, per i prossimi tre anni, sotto l’egida di un italiano: Nicolino D’Autilia, a cui Consulcesi News – il periodico diffuso dalla grande realtà a tutela dei medici che, con oltre 450mila copie, si conferma quello a più alta tiratura tra i periodici in distribuzione – ha dedicato la copertina del suo terzo numero, uscito proprio in questi giorni.

D’Autilia, eletto presidente nel giugno scorso, il 5 dicembre presiederà a Roma i lavori del primo appuntamento istituzionale del suo mandato, che coincide con il semestre europeo a guida italiana. Un’occasione unica per riportare i temi caldi della sanità italiana al centro dell’agenda europea, in un’ottica di crescente internazionalità.

L’obbligo assicurativo ormai in vigore ed il problema della colpa grave impongono una riflessione sulla necessità di una tutela legale completa…
Il tema assicurativo è particolarmente sentito nei paesi mediterranei e la questione, a causa di un atteggiamento di chiusura da parte delle assicurazioni, resta critica per molti colleghi. Alcune categorie di medici sono particolarmente a rischio e spesso senza nessuna consapevolezza dei rischi insiti nella professione, sia dal punto civile che penale.

Altro tema importante a livello continentale è quello della formazione. L’obbligo degli ECM è stato confermato proprio di recente…
In Italia la formazione si sta sviluppando soprattutto “a distanza”, allineandosi sempre più con l’Europa e gli U.S.A.  La tipologia residenziale continua ad avere un certo successo, ma la maggior parte dei professionisti sceglie le piattaforme ad hoc. Credo che, per far rispettare l’obbligo, introdurre sanzioni non sia il massimo; meglio piuttosto prevedere dei fattori premianti, per avere anche maggiori garanzie di trasparenza.

La FAD si avvale delle nuove tecnologie, sempre più protagoniste anche in Italia. 
L’Italia si sta adeguando egregiamente a questa tendenza, con nuove piattaforme per la FAD che rispondono in pieno a quest’esigenza. Il prossimo passo sarà la previsione di un sistema di monitoraggio e di controllo dei processi formativi, per evitare di fornire un prodotto non adeguato.

Da pochi mesi in vigore anche l’obbligo di POS: anche in questo caso le nuove tecnologie, ed in particolare le App, possono venire in aiuto ai professionisti.
Sì, anche perché le banche sembrano restie a trovare un compromesso per abbattere le spese, utile soprattutto ai medici che offrono un servizio pubblico rispetto a chi esercita la libera professione. La tecnologia avanza, e può fornire alternative molto interessanti.

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