Formazione 15 aprile 2014

Nuove tecnologie e FAD, così cambia la professione medica

Parla Walter Mazzucco, presidente Sigm

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Per capire come possa evolvere la professione sanitaria è necessario non solo conoscerne pratiche consolidate e storia, ma anche essere consapevoli di come sta evolvendo il mondo in cui il mestiere è radicato. Chi meglio dunque di un giovane medico può indicarci qual è la strada da seguire per avere una sanità sempre al passo con i tempi?

Abbiamo chiesto a Walter Mazzucco, presidente Sigm (Segretariato Italiano Giovani Medici) cosa pensa della nuova medicina, quella che sta nascendo grazie a nuove pratiche e tecnologie sempre più all’avanguardia. “Siamo perfettamente consapevoli delle sfide e delle criticità che abbiamo innanzi a noi. Nonostante questo, però, guardiamo al futuro con grande fiducia. Le professioni sanitarie debbono assolutamente cambiare e seguire l’evoluzione del “sistema salute”. È imprescindibile dunque – continua Mazzucco – avvalersi di un approccio multidisciplinare e ridurre il più possibile gli sprechi che esistono attualmente nella sanità, in modo da usare le risorse risparmiate per nuovi investimenti nella formazione”. Non si tratta però soltanto di un problema di risorse materiali: “Qui si parla di mettere un giovane professionista nelle condizioni di potersi esprimere al meglio, in un contesto organizzativo adeguato alle sue necessità, in modo da poter gradualmente acquisire un’ottima maturazione professionale”.

Maturazione che passa anche per un costante ed attento processo di formazione continua di cui il medico non può fare a meno. Le nuove tecnologie permettono ai camici bianchi di rimanere costantemente aggiornati attraverso corsi a distanza: “Lo strumento della FAD è oramai entrato nella pratica più comune ed è una metodologia sempre più utilizzata. Noi professionisti della medicina dobbiamo guardare con sempre maggior interesse a simili modalità di interazione tra strumenti a supporto della nostra formazione. Parlo anche, ad esempio, degli strumenti che permettono la simulazione in ambito chirurgico. Si tratta di innovazioni che danno un contributo determinante alla formazione di professionalità sempre più complete”.

Le nuove tecnologie permettono altresì di supportare i professionisti della sanità anche nello svolgimento del proprio lavoro: un pensiero non può che correre alle App mediche, l’ultima frontiera della medicina d’avanguardia. “Certamente, oggi la professione medica – spiega ancora Mazzucco – ha a sua disposizione tutta una serie di supporti (come i social network o la telemedicina) che aiutano in maniera determinante sia  il medico nello svolgimento del suo lavoro che il paziente nel corso della terapia. Quella delle nuove tecnologie è un’opportunità che dobbiamo riuscire a cogliere anche grazie all’aiuto di esperti non medici: faccio l’esempio degli ingegneri clinici, i quali possono dare un contributo professionale molto qualificato per garantire un livello delle cure elevatissimo”.

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