Formazione 24 marzo 2015

Formazione e lavoro, i Giovani Medici si mobilitano per i capisaldi della professione

Il Sigm: “Unione di intenti per trovare soluzioni e rilanciare il futuro del nostro Ssn”

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Uniti si vince. E in una mobilitazione nazionale “per rilanciare l’unità delle giovani generazioni di medici, all’insegna della riscoperta dell’orgoglio della Professione medica”, l’unione di intenti non può che essere la conditio sine qua non per ottenere risultati tangibili.

L’Associazione italiana Giovani Medici (Sigm) ha chiamato a raccolta le “nuove leve” della sanità italiana – chi studia, i precari e chi si è appena laureato ed è in attesa di collocazione – per “superare le differenze e trovare una sola voce al fine di ottenere soluzioni adeguate alle criticità che mettono a rischio il futuro della dirigenza della sanità Italiana del domani e del Ssn stesso”. In che modo? Mettendo “da parte le differenze” esistenti tra le varie organizzazioni e sensibilità ed evitando di “farsi ammaliare dalle sirene di quanti offrano soluzioni temporanee o di parte, tanto meno dalle strumentalizzazioni e speculazioni sulla condizione di disagio in cui versa la componente giovane della Professione”.

Le richieste del Sigm per dare il proprio contributo a far diventare l’Italia “un Paese normale” sono essenzialmente cinque: innanzitutto, deve essere “tutelato il diritto all’accesso alla formazione in un necessario continuum tra il pre ed il post lauream, garantendo in futuro un numero di laureati pari agli accessi al post lauream”; in secondo luogo, che venga garantito “il diritto all’accesso al lavoro, affinché chi ha conseguito un diploma di specializzazione o di formazione specifica di medicina generale possa trovare giusta collocazione nel mondo del lavoro e non sia costretto a fare lo specializzando o il corsista ‘a vita’, gravando sul capitolo della formazione”; terzo punto, la progressione di carriera dovrebbe cominciare ad essere “il frutto dei meriti conseguiti sul campo, misurati e confrontati in maniera trasparente, in modo da realizzare il miglioramento continuo delle performance, e non sia esito di compromessi o di appartenenze”; fondamentale inoltre, per il Sigm, che la “definizione dei fabbisogni di professionalità sanitarie e la programmazione in sanità” risultino “funzione della domanda di salute e non dell’offerta (di professionisti in esubero o di strutture sanitarie pubbliche e private che andrebbero riconvertite), così da non alimentare più il fenomeno dell’imbuto tra pre e post lauream”; ultima richiesta dei giovani medici è che la salute dei cittadini torni ad essere “la stella polare del processo decisionale ad ogni livello, in modo che pianificazione e programmazione soppiantino lo stato di indefinizione e di deroga nel quale hanno proliferato gli interessi di parte, le speculazioni, il clientelismo, l’inappropriatezza”.

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