Formazione 10 marzo 2014

Con il Dossier formativo l’ECM porta il Ssn in Europa

Il ministro Lorenzin pronto a presentare il progetto in Senato: riguarderà circa un milione di professionisti

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Il progetto Ecm si prepara a superare uno step tanto importante quanto delicato. Il ministro alla Salute Beatrice Lorenzin sta infatti per presentare in Senato il “Dossier formativo” che, unito alla riforma degli ordini professionali, rappresenteranno le due grandi novità ma anche le vere e proprie sfide, per circa un milione di operatori della Sanità.

Per il momento si tratta di due questioni separate ma, nei programmi del Ministro, c’è la volontà di farle muovere in sinergia. Ordini, Collegi e Associazioni saranno infatti coinvolti nella certificazione e nell’attestazione dei crediti ECM. Proprio in questa ottica avrà un ruolo strategico il “Dossier formativo”. Tutti i professionisti si ritroveranno in una grande banca dati delle professioni sanitarie, gestita dal CoGeaps, il consorzio di gestione dell’anagrafe delle professioni sanitarie.

L’Educazione Continua in Medicina (ECM) ha già permesso di valorizzare il percorso formativo dei camici bianchi che, con i progressi della tecnologia, grazie soprattutto alla formazione a distanza, hanno trovato la strada in discesa per il raggiungimento dei crediti obbligatori. Provider come Sanità-In Formazione – accreditato A.Ge.Nas. – la piattaforma con il maggior numero di corsi in Italia, offre la possibilità di soddisfare il “fabbisogno triennale” di crediti con semplicità e facilità di fruizione. Il passaggio successivo sarà appunto il Dossier formativo. Si tratta di uno strumento dinamico che accompagnerà i professionisti  in tutta la loro carriera, permetterà di verificare i loro aggiornamenti e consentirà al nostro Paese di cominciare ad adeguarsi alla direttiva europea che, entro il 2016, permetterà la libera circolazione dei professionisti anche sanitari.

“Il Dossier formativo rappresenta un’innovazione – ha dichiarato il presidente del Conaps (Coordinamento Nazionale Professioni Sanitarie), Antonio Bortone – perché prevede la stesura oggettiva di un curriculum professionale; risponde a un processo di sistematizzazione dell’educazione continua in medicina e permette a chi lo consulta di avere un’immagine reale, concreta e facilmente intellegibile del percorso formativo e delle competenze di un professionista”.

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